Ligi e i dubbi sul suo futuro «Carpi, voglio certezze»
Il difensore può essere ceduto: «Con la società prenderemo la decisione migliore Per ora sono contento di essere qui e Riolfo mi ha messo al centro del progetto»
Parli di Alessandro Ligi e pensi al mercato. Il difensore marchigiano, infatti, è in bilico tra cessione e permanenza, come lui stesso ha confermato nel commentare l’allenamento congiunto con la Correggese di sabato: «Manca ancora un mese alla chiusura del mercato – ha detto – ma spero che la decisione definitiva non arrivi negli ultimi giorni come successo in occasioni precedenti. Intorno al 20 agosto conto di avere un’idea definitiva, se rimanere o andare via. Il mio futuro dipende da quello che si prospetterà da qui ad allora, ma insieme alla società prenderemo la decisione migliore per entrambi. Per il momento sono contento di essere qui. Il mister mi sta facendo giocare e mi ha messo al centro del progetto, quindi sono contento e sto dando tutto per la maglia e per il Carpi. Anche l’anno scorso, quando ero messo un po’ ai margini, ci tenevo a far bene e ad allenarmi bene». Ligi sembra essere il primo a credere alla svolta tattica impressa da Riolfo: «Il modo di fare calcio è cambiato tanto rispetto al passato recente. Si riparte con una linea nuova, uno staff nuovo. In ritiro abbiamo lavorato bene ma ancora ci sarà tanto da fare. La strada è quella giusta come l’impegno e la voglia. L’ambiente è positivo, voglioso. C’è un’aria diversa. Se è quella giusta o meno saranno i risultati a dirlo, ma per il momento c’è unione di intenti, con voglia di fare da parte di tutti». Soddisfatto di questo precampionato: «Col Livorno abbiamo fatto una buona prestazione perdendo con un avversario di categoria superiore. Ma in questo periodo non importa il risultato. Con la Correggese siamo riusciti a fare a tratti quello che ci ha chiesto il mister. Dovremo ancora lavorare molto e ci faremo trovare pronti per la partita di Coppa Italia».
IL FIGLIO D’ARTE
Protagonista per uno scampolo di gara al Borelli di Correggio anche Roberto Grieco, figlio d’arte: suo padre Vito arrivò in biancorosso appena diciottenne nell’estate del 1989, mentre il Carpi si affacciava di nuovo in Serie C1 dopo 15 anni. Si inserì in un meccanismo rodato, in una squadra che giocava a zona in anticipo sui tempi. Roberto è arrivato invece pochi giorni fa, con tre anni anagrafici e un paio di stagioni di Serie C in più sulle spalle rispetto al padre. Centrocampista centrale a cui piace giocare davanti alla difesa, più tecnico che fisico, è sulle orme del papà, che a Carpi si giocò la sua prima chance nel professionismo. «È passato tanto tempo da quando mio padre giocava a Carpi – ha detto –, e ora sono arrivato io. Mi ha parlato molto bene della città, so di essere in un club importante con un passato recente di grande livello. Per natura sono un mediano, è il ruolo che preferisco anche se l’anno scorso ho fatto la mezz’ala. Sono qui da poco, ma ho sensazioni positive».
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