Pescarola trent’anni dopo ritorna regina della Montagna
Reunion memorabile a Prignano del gruppo guidato da Massimiliano Bondi che nel lontano 1989 conquistò il primo storico successo nella rassegna Csi
Il 15 agosto del 1989, nonostante la giornata tradizionalmente dedicata alle gite e, in Appennino, alle interminabili grigliate con parenti e amici, lo stadio di Lama Mocogno era stracolmo in occasione della finalissima del Torneo della Montagna Csi, allora nel pieno del suo auge, tra Riolunato e Pescarola. Tutti i favori del pronostico erano per il Riolunato, sia per lo straordinario sostegno di cui godeva (praticamente tutto il paese si era trasferito a lama, mentre i supporter del Pescarola si racconta fossero una quindicina…), sia perché i dirigenti di allora non avevano badato a spese per portarsi a casa il secondo trofeo dopo quello di dieci anni prima; emblema di ciò lo schieramento in attacco in questa finalissima di un Pierfrancesco Pivetti, allora top dei top dei centravanti dilettantistici, praticamente sottratto a un ritiro già avviato e “occultato” nelle distinte per la stampa sotto il fantomatico nome di Vinciguerra (come se non lo si riconoscesse…). Nonostante tutto ciò, a far festa fu il Pescarola, espressione di una minuscola frazione del Comune di Prignano, al confine col territorio di Serramazzoni. Un pirotecnico 4-2, non privo di strascichi polemici riguardanti la direzione arbitrale (quando mai, del resto, al “Montagna” non avveniva?), firmato da una doppietta a testa della coppia d’attacco composta da Fabrizio Ferrari e Oscar Pellesi, due lungagnoni che se l’intendevano a meraviglia. Una partita epica, che ne seguiva una ancora più epica ossia la semifinale di ritorno a Pievepelago contro la formazione locale, in cui il Pescarola, vittorioso 2-0 all’andata, recuperò miracolosamente nel finale da 2-5 a 4-5 (con una rete tra l’altro di Enrico Costi da trenta metri).
A festeggiare i 30 anni da questa impresa compiuta da una realtà di 150 abitanti, nei giorni scorsi si è svolta a Pigneto una “reunion” di gran parte dei suoi protagonisti. In primis, il vulcanico allenatore e figura di riferimento Massimiliano Bondi, coadiuvato dal fratello Gianluigi, vice e portiere (c’era lui a difendere i pali quell’anno nella Supercoppa, vinta anche quella, contro il Collagna vincitore del Torneo reggiano), quindi i vari Madrighelli, Tonelli, Costi, Canali L, Miselli, Mediani, Canali D., Casoni, Galli, Ternelli, Prodi, Zini, Ruini, Bandini e infine Oscar Pellesi, ideatore e mattatore della serata. Non mancavano neppure i cugini Alberto e Francesco Bondi, figli rispettivamente di Massimiliano e Gianluigi, che al tempo di quel trionfo dell’89 erano dei bimbetti (nella foto storica di questo servizio li si può vedere ai piedi dei rispettivi genitori), ma che in anni successivi diverranno anime come giocatori e/o allenatori del Pescarola che colse altri quattro successi. Una cinquina eguagliata, ma mai superata da nessuno. Una serie di vittorie che non mancarono di suscitare polemiche, in particolare da parte di chi riteneva che l’altitudine della frazione avesse ben poco a che fare con la montagna (“l’ultimo piano di un condominio di Sassuolo”, disse addirittura qualcuno). —
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