Cesare Ziosi, 20 anni di beach, 30 da presidente del Torrazzo
«La mia gioia più grande è essere stati la casa di chi ama la pallavolo sulla sabbia Mi è rimasto un desiderio da realizzare: riportare a Modena una 24 ore nel 2020»
«Sembra ieri, ma di anni ne sono passati abbastanza, 30 dalla mia elezione a presidente della Polisportiva, 20 da quando ci passò per la mente quell’idea che all’epoca sembrava quasi una follia, ma che si rivelò vincente».
Cesare Ziosi è il simbolo di un’epoca, quella del Torrazzo, inteso non solo come brillante società modenese del panorama indoor provinciale e regionale, ma anche e soprattutto, come “punto di riferimento del beach volley ”.
«È stato proprio questo l’aspetto più bello, io non sono certo come Roberto Reggiani, che ha collezionato Olimpiadi in serie, ma sono felice di essere riuscito a creare qualcosa che ancor oggi in tanti ricordano. Chi aveva voglia di fare beach veniva al Torrazzo, per noi era come essere riusciti a portare il mare in città».
«Siamo partiti con un campo prima di raddoppiare spazi e sforzi, ma quello che piaceva all’epoca era l’atmosfera durante i tornei: in una stagione ospitavamo una tappa del Circuito Provinciale, per poi replicare l’evento con tornei dell’Uisp».
COPPIE DA BATTAGLIA
«Posso dire di averne viste davvero tante ed era uno spasso: le sfide tra Guidetto-Sgarbi e Baratella-Scacchetti erano delle vere battaglie, soprattutto sul piano psicologico, quando giocavano loro non c’era un posto libero al Torrazzo. Come li definirei oggi? Degli amabili provocatori. E non erano i soli».
L’elenco di stelle della sabbia di Modena sarebbe lungo, ma...
«Mettiamoci anche Mari-Ferrari e Baraldi-Roversi, tutti molto forti, che dire poi di giocatori come Bellini, Segre, Betti e mi perdonino quelli che non cito qui».
Battaglie spettacolari anche al femminile.
«Caroli-Nicolini e Odorici-Bovolenta le coppie più forti, di sicuro in campo anche tra le signore i complimenti non mancavano».
Poi c’erano gli special guest che richiamavano da soli il grande pubblico.
«Basti dire che una volta giocò da noi al Torrazzo anche Franco Bertoli».
LE COLONNE
«Non era facile organizzare un torneo ma ho avuto la fortuna di non essere solo: con me c’erano dirigenti come Artioli e arbitri che sono diventati parte della nostra famiglia, come Daniele Cassanelli e Mauro Malpighi. A loro e a tanti altri va un grazie gigantesco».
LE TRASFERTE
«Come Torrazzo ci siamo fatti onore e abbiamo vinto anche all’estero, rappresentando l’Uisp: siamo stati due volte in Bulgaria, una in Portogallo e in Brasile: tutte avventure indimenticabili».
Emozioni di un tempo che portano a un grande desiderio per il futuro.
«Nel 2020 vorrei organizzare una 24 ore, sarebbe il modo migliore per dimostrare come qualcuno scrisse un tempo che sui campi da beach del Torrazzo non tramonta mai il sole». —
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