Cesati: «Non ci fermeremo per un calciatore a terra C’è l’arbitro che deve farlo»
La sfida con il Vicenza rappresenta anche il debutto di Roberto Cesati in veste di direttore generale del Modena. Il cognato di Romano Sghedoni, dopo più di un ventennio trascorso in Kerakoll, rientra a 62 anni in un mondo che ha conosciuto molto bene da calciatore: iniziò nel settore giovanile dell’Inter e a metà anni Settanta e con i nerazzurri segnò al debutto in serie A nella stagione 1974/75, per poi proseguire la sua carriera tra serie B e C e chiuderla ad inizio anni Novanta nei dilettanti. Esclusa una parentesi da allenatore nel Sassuolo in Interregionale, stagione 1996/97, Cesati ha continuato a frequentare il calcio da appassionato, spesso accanto a Sghedoni proprio sugli spalti del Braglia per seguire quel Modena che oggi li vede al comando: «Non vediamo l’ora di cominciare questa nuova avventura. Gli ultimi mesi sono stati impegnativi, ma siamo in serie C e questo rende tutti quanti felici. Il difficile arriva ora, ma siamo pronti». I tifosi stanno preparando una bella coreografia con cui riaccogliere il Modena tra i professionisti al Braglia: «Vogliamo ripagare il calore e la passione che ci hanno già trasmesso con quasi cinquemila abbonamenti, facendo un bel campionato. Partiamo a fari spenti, sapendo di essere una neopromossa, ma lavoreremo tutti insieme per toglierci delle soddisfazioni e superare ogni difficoltà che si presenterà sul nostro cammino». Cesati ha tenuto un discorso alla squadra: «Ho detto ai ragazzi cosa ci aspettiamo da loro. Per quanto riguarda il gioco noi siamo per lo spettacolo e per favorirlo non devono esserci perdite di tempo, se c’è un calciatore a terra si continua senza fermarsi e sarà poi l’arbitro a intervenire. Ci sono già troppi tempi morti in una gara, in questo senso vogliamo dare un segnale». —
M.C.
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