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Il Sassuolo si sveglia tardi e deve inchinarsi all’ex Zaza

dall'inviato

I neroverdi protagonisti solo negli ultimi 25 minuti dopo la doppietta dell’attaccante che regala il successo al Torino

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Stefano Aravecchia

torino. Due schiaffi dell’ex Simone Zaza rovinano l’esordio in campionato al nuovo Sassuolo di De Zerbi. Com’era prevedibile granata più brillanti e rodati dall’Europa League, certamente ci si aspettava qualcosina di meglio dal Sassuolo al cospetto di un avversario reduce dalla battaglia combattuta giovedì contro il Wolverhampton.

Da salvare in casa neroverde ci sono gli ultimi 25 minuti, quelli seguiti alla rete dell’illusione firmata da Caputo. De Zerbi è passato (probabilmente con un pizzico di ritardo) al 4-3-3, modulo col quale il suo Sassuolo ha messo alla corde uno stanchissimo Torino, che nel finale si è salvato più volte per il rotto della cuffia.

ZAZA IMPIETOSO

Costretto a fare a meno degli squalificati Berardi e Magnanelli, De Zerbi disegna un 4-3-1-2 con Traorè alle spalle della coppia Caputo-Boga. Nel mezzo la sorpresa è Bourabia, a completare il centrocampo Obiang e Locatelli. A protezione di Consigli linea a quattro difensiva con Toljan, Marlon, Ferrari e Rogerio. Mazzarri fa turnover in vista della trasferta di Europa League giovedì a Wolverhampton: dentro Bonifazi, Rincon e Lukic. Nel 3-5-2 granata la temibile coppia offensiva è composta da Belotti e Zaza. Ed è proprio l’ex neroverde a rompere l’equilibrio dopo un quarto d’ora di nulla, irrompendo di testa tra Ferrari e Marlon su cross di Ansaldi.

DIETRO SI BALLA

Dopo aver rischiato grosso su un’altra inzuccata di Zaza, il Sassuolo sembra dare piccoli segnali di risveglio. Che però restano tali. La squadra timida ed imprecisa dei primi minuti prova a sciogliersi, sfruttando le corsie esterne. Il Toro abbassa un attimo la pressione e rincula, De Zerbi sbraita chiedendo ai suoi più di sbloccare il freno a mano. Ma l’illusione dura giusto 5’. Dopo aver rifiatato, il Toro torna alla carica e la balbettante difesa neroverde riprende a ballare: sull’ennesimo cross di Ansaldi, De Silvestri sovrasta di testa Rogerio ma, incredibilmente, non inquadra la porta. Il Sassuolo perde i duelli in ogni zona del campo pagando oltremodo la fisicità e la miglior condizione degli avversari. In particolare i neroverdi soffrono sulle corsie laterali dove Toljan e Rogerio vengono asfaltati dalle sortite di Ansaldi e De Silvestri. Quest’ultimo sfiora di nuovo il bersaglio grosso, costringendo Consigli alla respinta di pugni, poi nel finale di tempo finalmente un paio di sussulti di marca neroverde: prima con Caputo, che va via in contropiede concludendo con un sinistro largo, poi ci prova Boga ma il suo tiro è sporcato dalla deviazione di un difensore granata.

CHE SFORTUNA

La gara si decide nell’arco di sessanta secondi, tra il 53’ e il 54’: una punizione battuta improvvisamente da Bourabia da distanza siderale costringe Sirigu alla deviazione in angolo, sugli sviluppi del quale il portiere granata è prodigioso sul colpo di testa di Obiang. In pochi istanti dal possibile pareggio neroverde si passa al raddoppio granata: un tiro di Belotti senza troppe velleità colpisce involontariamente Zaza, la fortuita deviazione diventa un pallonetto imprendibile per Consigli.

Il Torino non si placa, approfitta dei tanti, troppi errori commessi dai neroverdi, e Consigli in uscita nega il 3-0 a Belotti. Sembra finita, ma all’improvviso il Sassuolo rientra in partita approfittando di una colossale della difesa granata: Boga scarica un rasoterra prendendo il palo, Caputo è il più lesto a buttarla nel sacco riaccendendo le speranze di rimonta.

ASSALTO COL 4-3-3

Dopo aver gettato nella mischia l’ultimo arrivato Muldur, per l’assalto finale De Zerbi passa al 4-3-3 inserendo Raspadori per Locatelli. Il Sassuolo ci crede, il Toro s’impaurisce, va in apnea ed è fortunato sulla conclusione di Boga respinta da Sirigu contro il compagno Bremer che sfiora l’autorete. Si gioca ad una porta sola, fioccano le occasioni con Raspadori protagonista. Ma Sirigu è insuperabile e la palla non ne vuol sapere di entrare. A dare una mano ai granata ci pensa anche l’arbitro Fabbri che concede solo 3 minuti di recupero a fronte di sei cambi e un sacco di perdite di tempo dei granata. —

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