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Zirolandia? Servono ancora altre partite

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Timore e curiosità si mescolavano alla vigilia della prima di campionato del Modena. Dalla società, a mister Zironelli, ai tifosi, nessuno poteva scommettere sulla consistenza del nuovo Modena al cospetto della C. Perchè nel precampionato i gialli non avevano mai affrontato avversari prestigiosi come il Vicenza avendo sostenuto solo amichevoli con formazioni di rango inferiore. Poco attendibili anche i due match di Coppa Italia con Virtus Verona e Arzignano. Il Vicenza, accreditato come una delle candidate alla promozione diretta, rappresentava un banco di prova pericoloso. Per la qualità dell’organico e il cinismo delle formazioni allenate da Di Carlo bravissime a difendersi e a colpire a sangue freddo. Il Modena ha superato l’esame e se Varutti e Rossetti avessero sfruttato ad hoc due grandi occasioni, la vittoria dei canarini sarebbe stata ineccepibile. Il Modena ha comunque lanciato l’idea del calcio corale, offensivo e aggressivo predicato da Zironelli anche non è riuscito a decollare in fase offensiva, soprattutto nel primo tempo, per l’assenza di incursori come Duca e De Grazia. A farne le spese è stato Ferrario rimasto troppo isolato. Per chi punta sul gioco e un gruppo giovane e nuovo è necessario partire bene. Il Modena ha lanciato un segnale importante: Zirolandia non è un’utopia, ma serviranno altre partite per vedere la squadra muoversi con la sintonia che il mister predica fin dal ritiro. L’importante è non subire bastonate in questa fase e verificare attentamente se davanti bastano gli uomini attuali o serva un rinforzo in grado di garantire un salto di qualità. —

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