Sassuolo, il primo obiettivo è sistemare la fase difensiva
A Torino i neroverdi hanno confermato la vulnerabilità del pacchetto arretrato In attesa che migliori la condizione, la squadra necessita di un paio di rinforzi
Non si può pretendere tutto e subito. Rispetto ad un anno fa, quando il Sassuolo di De Zerbi partì a razzo nelle prime giornate conquistando punti e incantando col bel gioco, la sensazione è che quest’anno sia stata scelta un’altra strada. Ovvero quella di una crescita fisico-atletica più graduale in modo da arrivare al momento clou del campionato - a differenza della scorsa stagione - in buone condizioni.
Ingiusto e impossibile esprimere giudizi basandosi sulla prima uscita a Torino, contro un avversario più in forma e rodato grazie all’Europa League. Al netto di una fisicità decisamente superiore che ha fatto pendere la bilancia a favore dei granata di Mazzarri, a destare qualche perplessità in casa neroverde è stata la tenuta della fase difensiva. Punto debole anche della prima stagione targata De Zerbi, nella quale i neroverdi hanno incassato 60 reti in 38 gare (quinta peggior difesa del campionato), praticamente un gol e mezzo a partita. Vero, il Sassuolo ne ha realizzati 53, ma per ambire a qualcosa di più dell’undicesimo posto va trovato un equilibrio. A Torino troppe le occasioni concesse ai granata, dominatori soprattutto sulle fasce anche grazie alla maggiore brillantezza di Ansaldi e De Silvestri rispetto agli spaesati Toljan e Rogerio.
Ma nella prestazione al “Grande Torino” vanno registrati anche aspetti incoraggianti. Il Sassuolo dell’ultima mezzora, al netto di un pizzico di sfortuna (vedi il rocambolesco gol del raddoppio di Belotti arrivatosubito dopo la prodigiosa parata di Sirigu su Obiang), si è dimostrato all’altezza della situazione. Mollato il freno a mano e messa da parte l’eccessiva timidezza palesata nei primi 45 minuti, la reazione dei neroverdi è stata importante e solo la poca concretezza in zona gol ha impedito di agguantare il 2-2. In più va tenuto conto che là davanti mancava un elemento imprescindibile come Berardi. A proposito di attaccanti: Raspadori, come da noi sostenuto in tempi non sospetti, è un ragazzo che ha carattere e mezzi per fare tanta strada e lo spezzone di partita a Torino ne è la dimostrazione.
Una mano a De Zerbi per rendere più competitiva questa squadra può, anzi deve, arrivare dal mercato. Urgono un centrale difensivo (Chiriches, per qualità ed esperienza, sarebbe il rinforzo ideale) e un esterno d’attacco affidabile. A parte Caputo e Obiang, che rappresentano due certezze, i promettenti Traoré, Toljan e Muldur al momento non possono compensare la partenza di elementi fondamentali come Sensi, Lirola e Demiral. De Zerbi dice di non aspettarsi nulla dal rush finale del mercato, in realtà azzeccare le ultime mosse potrebbe determinare destini e obiettivi di questo Sassuolo. —
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