Si riparte, Juve e Inter nel segno dei bomber
Sette partite in 23 giorni per gli uomini di Sarri. A Firenze sfida tra CR7 e Ribery. L’Inter di Lukaku e Lautaro con l’Udinese
Dopo il lungo stop dovuto alle partite delle Nazionali, il campionato torna nuovamente ai nastri di partenza. Tocca a Juventus e Inter, le prime in classifica, aprire sabato con due partite molto insidiose, la terza giornata della Serie A.
I bianconeri di Maurizio Sarri saranno ospiti al “Franchi” contro la Fiorentina. Per la Juve questa trasferta sarà l’inizio di un vero e proprio tour de force. Sette partite in 23 giorni che vedranno CR7 e compagni impegnati nelle prime sfide di Champion’s per poi chiudere il cerchio di fuoco ad inizio ottobre, proprio con i nerazzurri dell’ex ct bianconero, Antonio Conte.
Tornando a sabato: giocare al “Franchi” non è mai facile per i bianconeri, anche se le ultime due uscite sono state molto felici: 2-0 nel girone di ritorno di due anni fa, con reti di Bernardeschi e Higuain, addirittura 3-0 nel dicembre 2018, con gol di Bentancur, Ronaldo e Chiellini. Ora i bianconeri troveranno una Viola ancora più caricata e motivata, più ancora che dalla tradizionale sfida, dalla necessità di cominciare a muovere la classifica dopo gli insuccessi nei primi 180’.
Sarà anche la sfida tra grandi numeri 7, l’extraterrestre Cristiano Ronaldo (che con la maglia del Portogallo ha segnato 4 reti alla Lituania) e l’ex ala del Bayern, Franck Ribery. Tra i due riecheggiano ancora le polemiche sollevate dal francese nel 2013, quando il Pallone d’oro fu assegnato al fuoriclasse portoghese: «Lo meritavo io» disse l’ex Bayern.
L’impegno sul doppio fronte imporrà a Sarri e al suo staff di mescolare le carte, con formazioni diverse tra l’anticipo di campionato e il debutto il Champions contro il sempre coriaceo Atletico Madrid, mercoledì in Spagna. È probabile che Rabiot a centrocampo e Dybala in attacco riescano a trovare molto più spazio. Il problema è quello di sempre, per una squadra zeppa di nazionali come è la Juve: il rientro di alcuni giocatori a pochi giorni dalle partite. Gli allenamenti ricominciano oggi, dopo due giorni di riposo e tra i nazionali ci saranno solo gli azzurri Bonucci e Bernardeschi e il bosniaco Pjanic. Mercoledì Sarri ritroverà Ronaldo, Matuidi, Demiral, De Ligt, Emre Can e Szczesny. Solo giovedì i sudamericani Dybala, Alex Sandro, Cuadrado e Bentancur, quindi ad appena 48 ore dalla trasferta di Firenze.
Sul fronte nerazzurro i giorni che precedono la trasferta di Udine contro gli undici di Tudor sono vissuti in assoluto relax dal popolo interista. L’altroieri le scene erano queste: centinaia di persone, corso Vittorio Emanuele bloccato, la Nord a cantare a due passi dal Duomo. Sembrava quasi che l’Inter avesse vinto un trofeo invece era solo la presentazione della terza maglia. Entusiasmo alle stelle e ultras che chiedono unità allo stadio, in tutti i settori, per supportare la squadra dopo gli screzi sugli spalti della passata stagione. Così nelle vie più centrali di Milano riecheggiano gli sfottò a Milan e Juventus e i cori per Zanetti, presente e disponibile con tanti tifosi per autografi e selfie. Il tecnico leccese (che ai cori «chi non salta juventino è» intonato dai tifosi non ha partecipato mostrando un sorriso imbarazzato) guarda alla sfida con l’Udinese. Per il mister c’è solo l’imbarazzo della scelta in attacco: Lukaku (in gol nella recente partita contro la Scozia) è imprescindibile, Sanchez scalpita ma Lautaro torna dagli impegni con l’Argentina con una tripletta rifilata al Messico e un rigore procurato in appena 45 minuti. —
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