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Stanco: «Modena, sarà un’emozione tornare al Braglia»

Marco Costanzini
Stanco: «Modena, sarà un’emozione tornare al Braglia»

Prima volta da ex per l’attaccante pavullese della FeralpiSalò «Strano sentirsi rivale della squadra in cui sono cresciuto»

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Per chi è nato nel Modenese e cresciuto nel Modena è sempre una sensazione molto particolare rimettere piede al Braglia da ex. Francesco Stanco la proverà per la prima volta sabato, a 32 anni, quando con la FeralpiSalò si presenterà da rivale dei canarini in quello che è sempre stato il suo stadio. L’attaccante pavullese classe 1987, prodotto del vivaio gialloblù, è rimasto legato al club di viale Monte Kosica fino al 2015, vivendo otto stagioni di serie B in prima squadra e poco più di tre in prestito. Dopo la promozione in B a Cremona e un anno e mezzo a San Benedetto del Tronto, con 12 gol segnati nell’ultimo campionato di C, Stanco è alla prima stagione nel club bresciano.

Non si può dire che sia una gara come le altre.

«È innegabile. Solo un’altra volta mi era capitato di sfidare il Modena, ma allo stadio Tombolato con la maglia del Cittadella. Ero appena arrivato in prestito nel mercato invernale, dunque ritrovavo i canarini dopo pochissimo tempo. Ora di anni sono passati anni e, soprattutto, rimetto piede nel mio stadio. Sarà molto particolare, perché a Modena sono cresciuto e ho trascorso gran parte della mia carriera».

Dovrai però venire a Modena per vincere con un’altra maglia.

«Sarà una partita molto difficile. Tutti sappiamo che il pubblico del Braglia è l’uomo in più del Modena. Rispettiamo molto anche la squadra di Zironelli: ho visto le partite intere con Vicenza e Padova, oltre alle immagini di Imola, e mi ha dato l’idea di essere organizzata e messa bene in campo».

Che squadra è la tua FeralpiSalò?

«Non possiamo nasconderci: l’obiettivo è fare un campionato importante. La società è solida e ambiziosa. Siamo partiti con una sconfitta netta a Reggio, ma mi era già capitato di perdere alla prima giornata anche a Cremona, quando poi fummo promossi in B. Le squadre nuove hanno sempre bisogno di qualche partita per trovare l’amalgama giusta, come penso si possa dire per il Modena. Siamo però molto contenti per come abbiamo reagito alle difficoltà, visto che ci troviamo a -3 dal primo posto e siamo reduci da due vittorie consecutive».

Il Modena rinato dal fallimento, invece, come lo ritrovi?

«Dopo la parentesi più buia sono felice che la società sia in mano a gente di Modena e soprattutto a Romano Sghedoni, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente. Penso che meglio di così non si potesse avere».

Il dolore per la perdita del dottor Loschi ha toccato profondamente anche te. Eri al funerale con Nardini.

«Ho avuto il piacere di conoscere Giuseppe dal primo giorno in cui è entrato in società e siamo rimasti in contatto anche quando sono andato via da Modena. Era un ragazzo d’oro, disponibile per ogni cosa e a ogni ora. Riusciva sempre ad aiutarti con parole da vero amico. Persone come Giuseppe, nel calcio, le ho incontrate raramente. Questa tragedia mi ha scosso e il dolore è ancora grande. Per tutto il rispetto con cui ci ha sempre trattato mi sembrava il minimo essere al funerale: era doveroso allenarsi al mattino per poi partire in auto e riuscire a dedicargli l’ultimo saluto». —

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