Un reale giudizio sul Sassuolo solo quando le gambe iniziano a girare
Tre punti in tre partite con 7 gol subiti. Diciamo che le premesse erano migliori, ma giustamente non è il caso di stracciare i (lusinghieri) giudizi estivi espressi sul nuovo Sassuolo dopo il mercato. Per il momento all’altezza della situazione si è dimostrato il solo Berardi, tutto il resto è ancora da registrare. In primis De Zerbi deve trovare quell’equilibrio tattico che permetta ai neroverdi di praticare un’efficace fase difensiva. Vero che per filosofia, societaria e dell’allenatore, il Sassuolo sbandiera un calcio offensivo, ma un conto è rischiare qualcosa, un altro regalare intere frazioni di partita (e gol) agli avversari di turno. Infatti sia a Torino che a Roma il Sassuolo ha fatto la comparsa per tutto il primo tempo per poi svegliarsi a risultato compromesso, o quasi, vittima di troppi errori a livello individuale. Vedendo anche all’Olimpico i neroverdi arrivare sempre secondi sulla palla, a logica vien da pensare che la gamba sia lontana dalla miglior condizione. L’esatto contrario di un anno fa, quando ad inizio campionato il Sassuolo correva il doppio degli avversari, raccogliendo punti e dispensando spettacolo. Ma una volta scemata la brillantezza, la squadra si è sgonfiata finendo per galleggiare nel limbo della classifica. Una lezione che probabilmente ha indotto mister De Zerbi e il suo staff a cambiare strategia di preparazione, d’altronde alzando l’asticella delle ambizioni è opportuno avere più equilibrio anche a livello di condizione fisica. —
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