Leclerc a caccia di tripletta ma a Singapore lo aspetta anche il nemico Verstappen
dall'inviato
Stefano Mancini
SINGAPORE. «Singapore è l’unica gara in cui mi porto in macchina dell’acqua da bere», sorride Charles Leclerc. Servirebbe anche dell’aria buona da respirare, perché la città è avvolta in una cappa di inquinamento che arriva dai roghi accesi nelle campagne di Malesia e Indonesia. Il pilota della Ferrari è reduce da due successi di fila, ma adesso frena: «Qui ci sono troppe curve e pochi rettilinei. Speriamo che funzionino tutte le novità aerodinamiche che abbiamo portato». Se la terza vittoria consecutiva si rivelasse impossibile, ci sarebbe comunque da regolare un vecchio conto con Max Verstappen. Era il Gp d’Austria di fine giugno quando la Red Bull del pilota olandese prese a ruotate la Rossa e andò a vincere. «Davvero si può fare così? Buono a sapersi», commentò Leclerc, che da quel giorno in pista divenne più aggressivo.
resa dei conti
Poi non c’è stata più occasione. Due successi per Max e altrettanti per Charles, tre punti di differenza in classifica, ma mai un confronto diretto. Singapore è un bel posto per confrontarsi: corsa lunga e faticosa, il fascino della pista illuminata, l’impossibilità di commettere errori, pena il contatto con i muri. Unica preoccupazione: le regole del gioco. Per una manovra su Hamilton, Leclerc a Monza si è preso una bandiera bianco e nera. Ammonizione, alla seconda irregolarità scatta l’esclusione dalla corsa. In altri casi i commissari di gara hanno inflitto 5 o più secondi di penalità. Verstappen e Leclerc si detestano dai tempi dei kart, ma questa volta concordano: «Vogliamo regole chiare e coerenti». Dopo lasciate fare a loro: lo spettacolo è garantito. —
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