Juve, CR7 fa volare i ricavi ma il rosso raddoppia C’è un piano da 300 milioni
I record non viaggiano mai da soli. E così, dopo aver vinto l’ottavo scudetto consecutivo, la Juve chiude il bilancio 2018/19 con 621 milioni di euro in ricavi. Un autentico boom, +23% rispetto ad un anno fa quando furono 505 milioni, che ha un nome e cognome preciso: Cristiano Ronaldo.
Il suo ingaggio ha cambiato le prospettive dei bianconeri, ma ci sono anche gli effetti collaterali sui conti approvati ieri dal Consiglio d’Amministrazione: con CR7 sono aumentati i costi operativi da 383 a 458 milioni (+68 milioni in stipendi), e così l’esercizio si è chiuso ancora in perdita. Al 30 giugno 2019 il passivo è di 39,9 milioni, ovvero 20 in più rispetto al giugno 2018.
Anche per questo la società bianconera ha deciso di varare un aumento di capitale fino a 300 milioni di euro: la proposta verrà portata nell’assemblea degli azionisti di giovedì 24 ottobre allo Stadium, ma Exor ha già dato il suo via libera (con il 63,7% delle quote ne verserà 190) e nel piano di sviluppo 2020-2024 c’è il «mantenimento della competitività sportiva, l’incremento dei ricavi e della visibilità del brand oltre al consolidamento dell’equilibrio economico».
il futuro
Il progetto del presidente Andrea Agnelli è chiaro e per questo servono nuove risorse: l’ultimo aumento di capitale risale all’ottobre 2011, con 120 milioni di euro, e aiutò a creare il ciclo d’oro della Juve. Ora serve un intervento economico in chiave Champions, visto che l’ultimo mercato si è chiuso con 188 milioni spesi e 33 incassati più 61,5 di plusvalenze.
In più quei 300 milioni servono per migliorare il patrimonio netto (sceso da 72 a 31 milioni) e controllare un indebitamento finanziario che ammonta a 463,5 milioni di euro.
Il CdA, poi, ha anche proposto la modifica dello statuto sociale per l’introduzione del voto maggiorato: ovvero fino a un massimo di due voti per ciascuna azione appartenuta per 2 anni di fila. —
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