Ferrari: doppietta e tripletta Trionfa Vettel, Leclerc protesta
Terzo successo consecutivo dopo il Belgio e Monza, il primo a Marina Bay. Seb e la strategia frenano Charles secondo
dall'inviato
Stefano Mancini
singapore. Alla super Ferrari delle ultime settimane mancava soltanto la doppietta: è arrivata nel Gp di Singapore, la prima dell’anno, la prima in assoluto nella storia del circuito cittadino di Marina Bay, la prima dal 2017 (Ungheria). In due ore di gara spezzettata dalla safety car, la Rossa ha dimostrato una completa maturità. Fino a tre giorni fa era la macchina che correva veloce soltanto sulle piste dai lunghi rettilinei tipo Spa e Monza, adesso vola tra i muretti e le curve di una metropoli.
Rivoluzione rossa
Al termine di una rivoluzione tecnica cominciata in primavera, la SF90 è diventata la monoposto di riferimento, osservata, invidiata, temuta. Competitiva su circuiti dalle caratteristiche opposte. E vincente: a Maranello tre successi consecutivi non li festeggiavano da undici anni. Leclerc l’ha accompagnata in pole position, Vettel l’ha trascinata al primo posto scortato dal compagno di squadra.
Red Bull e Mercedes erano convinte di spartirsi il banchetto e ne hanno invece raccolto gli avanzi: Verstappen sul gradino basso del podio davanti a Hamilton e Bottas, che continuano a occupare i primi due posti in classifica con un divario che si assottiglia (96 punti il vantaggio di Hamilton sul terzo posto di Leclerc e Verstappen).
Nel primo terzo di gara, Leclerc impone un ritmo da Formula 2 per risparmiare le gomme e per tenere compatto il gruppo, così da ritardare i pit stop. Dopo il cambio gomme si troverà sorpassato da Vettel. Protesterà con la squadra, ma troverà poco ascolto: le due macchine rosse sono al comando e ci resteranno fino al traguardo. E’ un capolavoro tattico di Iñaki Rueda, lo stratega che salirà sul podio per ritirare il trofeo dei costruttori. Vettel esulta: «Abbiamo cominciato a riprendere vita». Si riferisce al team, o forse solo a se stesso e al tunnel di errori e cattivi risultati in cui era finito e da cui la notte di Singapore lo ha aiutato a uscire. E’ il suo primo successo stagionale, il 53° della carriera e il 5° a Singapore.
Cavallini rampanti
Dietro alla rinascita del quattro volte campione e alla conferma del suo giovane compagno di squadra c’è il lavoro fatto a Maranello che il disastro in Ungheria prima della pausa estiva ha costretto ad accelerare. Primo step, il motore: la versione 3 che ha debuttato a Monza ha una ventina di cavalli in più. Mercedes (che ieri ha utilizzato il motore 2) e Red Bull (motorizzata Renault) si sono chieste dove i tecnici della Ferrari abbiano trovato tanta potenza. Secondo step, l’aerodinamica: la Ferrari a Singapore ha cambiato completamente il disegno della parte inferiore delle due monoposto. Una tale quantità di pezzi nuovi (muso, ali, fondo vettura e diffusore) di solito viene portata nella prima parte del campionato, dopodiché le squadre proseguono con piccole modifiche. La cura Binotto ha cambiato tempi e abitudini: il lavoro previsto per il 2020 è stato anticipato e, soprattutto, ha funzionato come nelle simulazioni. «Senza gli aggiornamenti non avremmo vinto» conclude Vettel prima di sorridere come non gli succedeva da 22 gare. «Sono molto contento». —
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