I dolori del giovane Charles «Con un’altra strategia avrei vinto di nuovo io»
Leclerc superato dal compagno al pit stop non la prende bene Il team principal Binotto ora deve gestire la rivalità tra piloti
il caso
Vettel taglia il traguardo e non esulta perché il sollievo della vittoria prevale sulla gioia. Leclerc lo segue e non esulta perché è furioso. Era inevitabile che succedesse: i due galli del pollaio Ferrari si erano già beccati a Monza dopo le qualifiche. Stavolta la questione è più complessa perché ne va del primo posto. A inizio stagione, Binotto si era augurato tante situazioni in cui i due piloti litigassero per il successo. Eccolo accontentato. L’origine del contendere è la strategia: Vettel viene richiamato per primo al pit stop nel tentativo di superare Hamilton per il secondo posto. Il tedesco coglie l’occasione e il suo primo giro con gomme nuove gli permette di sopravanzare anche Leclerc, che ormai era convinto di avere in mano la partita. Di solito è il pilota meglio piazzato ad avere diritto al primo pit stop, quindi sarebbe toccato a Charles.
frustrazione via radio
Apriti cielo. La litigata finisce in diretta radio e durante le interminabili safety car diventa il momento più divertente del Gp di Singapore. Leclerc inizia soft: «Perché sono rientrato in pista alle spalle di Sebastian? Se devo spingere di più, sapete che posso farlo». L’ingegnere all’inizio gli dà corda: «Puoi attaccare, ma usa la testa». Charles alza i toni: «Ho bisogno di tutta la potenza». A questo punto, dal muretto arrivano inviti al buon senso, perché la Ferrari non vuole lasciarsi sfuggire una doppietta che fino a venerdì non era immaginabile: «Charles, abbiamo bisogno di preservare la power unit. Porta a casa intatta la macchina». «Lo so, non sono stupido. Sapete che cosa provo, ne riparliamo».
Tagliato il traguardo, a Leclerc arriva il messaggio tranquillizzante di Binotto: «Sei stato bravissimo, vai sul podio e poi chiariamo». Nelle interviste del dopo gara, il team principal spiega così: «Capisco il desiderio di Charles di conquistare la terza vittoria consecutiva, ma chi non è al muretto non ha una visione corretta delle decisioni. Lo capirà». Ma faticherà lo stesso ad accettarlo, come dirà a taccuini e telecamere: «Forse si poteva trovare una strategia in cui io vincevo e Sebastian arrivava secondo».
grana non spiacevole
I rapporti rimangono sorridenti, anche perché in pista il comportamento di entrambi è stato esemplare. Vettel tiene un profilo basso: «Nessuno vale quanto questa squadra. Sono felice innanzitutto per la doppietta e per la gioia che abbiamo dato alla squadra e ai tifosi». Non c’è il tempo per rifiatare. In questi casi, tornare in pista già domenica prossima è un buon antidoto. La Ferrari ora può permettersi di sognare altre sfide al vertice. Binotto ha risolto i problemi tecnici della Ferrari e si ritrova con questa nuova grana, imprevista ma non del tutto spiacevole. Vincere e litigare, perché no? —
S. MAN.
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