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Podismo. il personaggio 

Ermanna Boilini meravigliosa regina delle sfide impossibili

Filippo Franchini
Ermanna Boilini meravigliosa regina delle sfide impossibili

Concludere nel giro di 15 giorni “Ultra Trail du Mont Blanc” e “Tor des Géants” l’ultima straordinaria impresa dell’atleta modenese che va oltre ogni limite 

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Si dice che la vera sfida sia spostare sempre più lontano il proprio limite. Passo dopo passo, senza porre un reale confine al proprio traguardo. Ermanna Boilini sembra aver fatto suo il concetto in maniera talmente pedissequa da rasentare talvolta l’irrealtà. L’ultima impresa dell’atleta modenese, ribattezzata Duracell nell’ambiente, è storia recente ed ha le tinte del sensazionale: UTMB e TOR concluse a braccia alzate, nel giro di 15 giorni. Due gare da brividi, sfidate singolarmente. Figurarsi una di seguito all’altra.

«Il segreto - assicura la portacolori classe 1957 del Team Mud & Snow - credo sia stato proprio nello stimolo incredibile dell’affrontarle tutte e due di seguito».

Ma come nasce l’idea assurda di cimentarsi nell’Ultra Trail du Mont Blanc e nel Tor des Géants, due fra le ultramaratone di corsa in montagna più dure d’Europa, ad appena una settimana di distanza l’una dall’altra? 500 chilometri totali, con qualcosa come 34.000 metri di dislivello complessivo.

«Nel mio caso per pura sorte - sorride Ermanna - il mio nome è stato estratto nella lotteria per entrambe le competizioni, a dicembre e a febbraio. Nel 2017 avevo concluso con successo il mio primo TOR e l’anno scorso mi ero ritirata dall’UTMB per mancanza di stimoli: avevo un conto aperto e la motivazione suprema l’ho trovata nel fato, che mi ha riservato una sfida unica, affrontarle entrambe di seguito, una dopo l’altra».

Fra coraggio, costanza e pazzia, l’idea si fa realtà e con il mese di luglio inizia la rincorsa, a base di Stelvio UltraTrail, Cima Tauffi e Trans d’Havet per mettere in casina chilometri e condizione. UTMB.

A Chamonix ha appena smesso di piovere a dirotto, venerdì 30 agosto alle 18, quando tutto è pronto per la partenza dell’Ultra Trail du Mont Blanc. Davanti ad Ermanna ci sono 171 chilometri da percorrere nel tempo limite di 46 ore, su e giù per circa 10.000 metri di dislivello positivo.

«Sono arrivata motivata a Chamonix, in ottima condizione fisica e mentale, dopo il carico di luglio - assicura la Boilini - L’UTMB è una gara difficile perché c’è da correre tanto e forte. Il tempo limite è basso, considerati i dislivelli e le salite impegnative, seppur non si arrivi mai oltre i 2.600 metri di quota. Siamo stati fortunati con il meteo: la pioggia ci ha graziato in avvio, abbiamo fatto i conti con un forte temporale e grandine al Grand Col Ferret (2.537 mt), più o meno a metà gara, poi la temperatura è stata quasi perfetta fino al termine. Mi sentivo benissimo, metro dopo metro e l’arrivo al traguardo è stata un’emozione fortissima».

Gli applausi della folla di Chamonix hanno accolto Ermanna domenica 1 settembre alle 15:43, dopo 45h43’27” di traversata: 171,6 chilometri che l’hanno vista una delle stoiche 128 donne classificate, cinque delle quali italiane, unica modenese. Il tempo di rientrare a Fiorano, rigorosamente al lavoro nella sua agenzia di pratiche auto direttamente al lunedì mattina, poi una settimana di bici per scaricare attivamente e venerdì sera via di nuovo verso le Alpi.

TOR des Géants

Nuvole e afa accolgono i temerari a Courmayeur domenica 8 settembre alle 12. Sua Maestà il Tor des Géants sorride minaccioso davanti a chi osa sfidare i suoi bellissimi sentieri ai piedi dei più importanti 4000 delle Alpi ed attraverso il Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic: 24.000 metri di dislivello sparsi su 330 chilometri di salite impervie, passaggi medi oltre i 2.800 metri e punte massime oltre i 3.000 metri. Il tutto entro il tempo limite di 150 ore.

«La pioggia ci ha dato il benvenuto appena partiti e dopo un paio d’ore è arrivata la neve, oltrepassati i 2.500 metri - racconta Ermanna ripercorrendo le tappe dell’impresa - E’ stata un’edizione difficile, per i repentini cambi meteo: freddo, neve, pioggia e di nuovo caldo: al Col Loson abbiamo toccato i -12 gradi, a 3.300 metri».

Quasi 60 chilometri al giorno, decine di minuti di sonno a notte, sì e no 5 ore in una settimana. Miraggi, traveggole, freddo e caldo come compagni di viaggio, in una sfida con sé stessi lunga sette giorni.

«Mi ha accompagnato un forte dolore al tibiale destro - continua Boilini - All’inizio leggero, poi sempre più acuto. Mercoledì e giovedì sono stati giorni d’inferno, ogni appoggio era una coltellata, ma l’idea del ritiro non mi ha mai sfiorato. Finalmente giovedì sera a Valtournenche un bravissimo fisioterapista, il dottor Ivo di Lodi, mi ha rimesso in sesto con due ore di massaggio ed una fasciatura rinforzante sulla tibia. È grazie a lui se sono arrivata alla fine. In crescendo, sulle ali dell’entusiasmo».

Un tripudio, a Courmayeur, sabato 15 settembre, alle 16.32. Dopo 338 chilometri di viaggio, percorsi in 148 ore e 32 minuti. Una delle eroiche 61 donne da tutto il mondo al traguardo, su 565 finishers complessivi, in una gara che ha visto 380 ritirati. Un’impresa straordinaria. Un’impresa che Ermanna si è già buttata alle spalle, forse per quella storia del limite, da spostare sempre un po’ più in là. Magari già a febbraio, fra le nevi della Grande Corsa Bianca. —



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