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De Zerbi scuro in volto Dopo la partita lungo confronto negli spogliatoi

Valentina Spezzani
De Zerbi scuro in volto Dopo la partita lungo confronto negli spogliatoi

Ancora prima del fischio finale il tecnico neroverde ha imboccato  il tunnel. Il faccia a faccia coi giocatori durato fin quasi a mezzanotte 

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Dopo la pesantissima sconfitta contro l'Atalanta, Roberto De Zerbi è stato il primo ad imboccare il tunnel verso gli spogliatoi, ancora prima del fischio finale, e si è intrattenuto con i suoi giocatori in un lungo confronto, evidentemente molto deluso e infastidito dopo il quarto ko stagionale, il primo al Mapei Stadium, senza contare l'ennesima goleada subita.

Ben diverso l'umore di Gian Piero Gasperini, che ha replicato i due successi dello scorso anno non lasciando scampo al Sassuolo: “La squadra ha dimostrato di star bene, ha alzato il livello - commenta il tecnico dell'Atalanta - Temevo questa gara perché arrivavamo dalla vittoria di soli tre giorni fa a Roma, esserci ripetuti con una mezz'ora anche migliore è stato un grandissimo segnale. Questa è la settima trasferta di fila, non è facile giocare sempre fuori ma questi sono ragazzi straordinari, che riescono a ricaricare le energie anche in tempi stretti”. Ai meriti della Dea vanno sommati i demeriti dei neroverdi, inaspettatamente arrendevoli: "Abbiamo preparato la partita rispettando il Sassuolo, perché è una squadra che ha grande velocità in attacco, ha un potenziale offensivo importante con Berardi, Boga, Defrel e Caputo che è rimasto in panchina. Ci siamo preoccupati di non lasciare loro gli spazi ma in fase difensiva siamo stati molto bravi e tecnicamente abbiamo giocato bene. Prima della gara le incognite erano molte. In Serie A le partite sono tutte equilibrate, è difficile vedere partite come questa nel campionato italiano". Il secondo gol è arrivato dopo 21 tocchi consecutivi: “Non ho contato tutti i passaggi, ma abbiamo fatto gol di qualità. Il primo tempo è stato straordinario, della ripresa dobbiamo rivedere qualcosa, non dobbiamo fermarci così, abbiamo sbagliato tanti palloni, c'è un range sotto il quale non si può andare. Anche se non si spinge, bisogna avere un possesso palla migliore, credo sia una questione mentale e non tecnica". —

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