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gli inseguitori 

Gran gol di Pjanic, poi Cr7 Sarri tiene il passo di Conte e ora c’è lo scontro diretto

Gianluca Oddenino

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Non si è aggiustato tutto in una partita, ma vincere largamente senza dover soffrire, rimontare o anche solo prendere gol – e con qualche bel guizzo di puro sarrismo – è un buon segnale per questa Juve. Non solo in vista dell’atteso Derby d’Italia tra una settimana a San Siro, mantenendo così l’Inter nel mirino, ma anche per il progetto messo in piedi quest’estate tra mille difficoltà di mercato e di gestione.

Il 2-0 alla Spal di ieri pomeriggio, in uno Stadium con ampi vuoti e senza tifo ultrà, è un’iniezione di fiducia. Il successo dei bianconeri, però, va tarato sulle debolezze e timidezze di una squadra mai in partita: la Spal, ultima in classifica, non ha preso spunto da Verona e Brescia per mettere in difficoltà la Juve con voglia e aggressività.

Tracce di sarrismo

Semplici si è limitato a fare le barricate con il suo 5-3-2, quasi riuscendoci in un primo tempo soporifero per caldo e ritmi bassissimi, ma non c’è scampo contro una squadra che può vantare così tanta qualità e classe.

Non a caso ci ha pensato Miralem Pjanic, con un terra-aria da fuori area, a sbloccare l’impasse poco prima dell’intervallo e così a regalare una partita diversa nel secondo tempo ai suoi compagni. Quando gli uomini di Sarri hanno trovato un po’ di spazio, alzando anche il giro del motore bianconero, sono nate le azioni migliori di questo 4-3-1-2 che si sta rivelando il miglior modo possibile per utilizzare Ramsey, far rendere Dybala e innescare Ronaldo.

CR7 tornava dal lieve infortunio e dalla mancata presenza (con polemica) al premio Fifa «The Best»: ha provato a rifarsi con gli interessi, ma solo dopo 78 minuti è riuscito a superare uno strepitoso Berisha con un colpo di testa da manuale su cross perfetto dalla sinistra del numero 10 argentino. Un saggio di quel che può fare questa coppia, anche se Sarri coltiva il progetto di far giocare loro due insieme a Higuain in una Juve pirotecnica.

«Ci stavo pensando già dopo 30 minuti se non si fosse sbloccata la situazione», ammette il tecnico juventino che si coccola anche un Pjanic sempre più decisivo. «Oltre ai tanti palloni toccati – sottolinea – ora verticalizza di più. Per il suo piede ringrazio la mamma e il babbo: non ci sono meriti dell’allenatore».

Il resto sono spunti su cui lavorare in questo cantiere aperto: la difesa non ha concesso nulla per la prima volta, Matuidi ha brillato anche da terzino e Buffon si dimostra unico anche nei record (superato Maldini nelle presenze di club). Poco o tanto non si sa ancora, ma può già bastare. —



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