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Settimana amara per il Carpi: dopo Reggio, cade a Piacenza

Fabio Garagnani
Settimana amara per il Carpi: dopo Reggio, cade a Piacenza

Biancorossi incosistenti in fase offensiva. Inutile il gol di Boccaccini che dimezza lo svantaggio nel finale del primo tempo

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Seconda sconfitta consecutiva per il Carpi che capitola per la prima volta nella storia allo stadio “Garilli” di Piacenza. Decisiva la fragilità sugli esterni e l’inconsistenza offensiva dei biancorossi, con Biasci ancora alla ricerca della sua mattonella sul campo. Difetti di fabbrica che si amplificano se Vano, come accaduto ieri sera, non è in formato extraterrestre. Si salva lo spirito con cui la squadra è riuscita a riaprirla, costringendo il Piacenza sulla difensiva per l’intero secondo tempo, senza però riuscire a trasformare la pressione in conclusioni a rete.

RITORNO ALL’ANTICO

Mister Riolfo abbandona la giacca, torna alla maglietta e archivia la difesa a tre. Carta e Pezzi ritrovano spazio a centrocampo, Vano a fianco di Biasci in attacco e Saric in trequarti. Simonetti concede un turno di riposo a Saber. All’appello mancano gli infortunati Sarzi Puttini e Jelenic, quest’ultimo al lavoro in mattinata all’antistadio. Sul fronte opposto, il tecnico Franzini deve fare a meno di Cacia “per scelta societaria”. Galeotto un diverbio con il presidente onorario Gatti. In campo vanno comunque le 56 presenze in A di Sestu, affiancato alle 44 di Paponi. Altre 11, quelle di Giandonato, siedono in panchina. Tutte insieme danno il taglio delle ambizioni piacentine.

ESTERNI DI BURRO

Le due squadre interpretano la partita in modo diametralmente opposto: il Carpi aggredisce sulla trequarti avversaria, il Piacenza aspetta per ripartire, sfruttando le improvvise fiammate di Sestu. Il gioco spezzettato dai frequenti fischi arbitrali lascia poco spazio allo spettacolo. Un diagonale di Biasci, una girata di Vano e una conclusione di Sestu sono tutto quello che accade nella prima mezz’ora, prima che la partita si infiammi improvvisamente. Accade quando gli argini sulle fasce iniziano a cedere e il Carpi subisce gol nell’azione più classica del mondo con palla dall’esterno a imbeccare il taglio di Sestu che brucia Ligi e crossa con il contagiri per Paponi nella terra di nessuno tra Boccaccini e Pellegrini. Per l’attaccante piacentino è un gioco da ragazzi colpire di testa dove Nobile non può arrivare. Il Carpi fatica a riorganizzare il gioco, e il Piacenza affonda con continuità sul lato destro biancorosso, dove Pellegrini e Simonetti non riescono ad opporre resistenza alle incursioni di Imperiale, prima pericoloso con una conclusione sull’esterno della rete, poi col cross al centro sul quale irrompe Nicco in anticipo su Simonetti per il 2-0. Potrebbe essere il colpo del ko con largo anticipo sulla tabella di marcia, ma il Carpi riesce ad accorciare proprio mentre il cronometro sta esaurendo i due minuti di recupero: Carta batte una punizione, Boccaccini anticipa Della Latta e incorna all’incrocio imparabile per Del Favero.

PRESSIONE STERILE

L’ingresso di Saber e Fofana sembra portare maggior equilibrio tra i biancorossi che nel secondo tempo costringono il Piacenza esclusivamente a difendersi. Vano un paio di volte è in ritardo in area e Saric liscia un pallone dall’altezza del dischetto. Riolfo si gioca prima Maurizi, con Saric nell’inedito ruolo di terzino sinistro, poi Carletti. Non serve neppure questo, perché Del Favero non fa una parata che sia una. —



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