De Zerbi: «Sassuolo fragile, non so quando risolveremo questo problema»
Il tecnico: «Non ci siamo a livello mentale, la colpa è mia Troppo condizionati dalle situazioni di campo avverse»
Si è presentato ai microfoni a mezzanotte e mezza, con lo sguardo cupo e la voce rauca Roberto De Zerbi, segno che la sconfitta con l'Atalanta ha lasciato tanta amarezza e più di una preoccupazione. Inevitabile che sia così, visto che la Dea ha messo il risultato in ghiaccio in mezzora, proprio come aveva fatto la Roma all'Olimpico, evidenziando quei limiti del Sassuolo che la prestazione con la Spal sembrava aver spazzato via.
FRAGILITÀ
«Quando perdi così i problemi sono tanti - le parole del tecnico bresciano rivolte ai pochi giornalisti che, nonostante l’orario, l’hanno atteso in sala stampa - se volete la mia analisi, a me sembra che adesso, come in certi momenti dell'anno scorso, gli eventi ci spostino tutta la preparazione, mentale, tattica e tecnica, della partita, veniamo meno troppo facilmente, siamo troppo fragili, ed è responsabilità mia. Se qualche situazione di campo va male, nel caso di questa gara i due gol in pochi minuti, si sposta il focus, l'atteggiamento e tutto quello che questa squadra è capace di fare, al di là dell'allenatore. Ho parlato di questo con i ragazzi, loro sanno che è un nostro problema, poi non so se sia risolvibile subito o ci vorrà del tempo e se non lo sarà mai».
KO PESANTE
La quarta sconfitta in sei giornate dimostra che alzare l'asticella delle ambizioni non è poi così semplice: «Questa è una sconfitta pesante - riprende De Zerbi - non so se sia il caso di parlare di ridimensionamento, lo diranno le partite future, di sicuro non è facilissimo fare uno step superiore. Abbiamo cambiato tanti giocatori, pensavamo di partire un po' più forte, ma in realtà è anche difficile capire quale sia il Sassuolo vero, perchè ne abbiamo visti sei diversi, e siccome io alleno allo stesso modo tutte le settimane, allora probabilmente a livello mentale abbiamo troppa fragilità e ci sciogliamo alle prime difficoltà in maniera troppo netta, troppo evidente. Non è un caso che, anche dopo la vittoria con la Sampdoria, io abbia detto che non mi era piaciuto l'atteggiamento dell'ultima mezzora, così come dopo la Spal ho sottolineato che avremmo dovuto spingere per tutti i novanta minuti, altrimenti si fa fatica a trovare la mentalità, che ci deve essere tutta la settimana, in amichevole, in campionato, sempre. L'Atalanta ha fatto un percorso lungo e ha raggiunto quello che io ritengo sia l'esempio più bello di mentalità, ed è questa la ragione per cui è arrivata in Champions League».
LE SCELTE
La prestazione di sabato sera dei neroverdi contro la Dea è sembrata debole al di là dei singoli, fermo restando che il turno infrasettimanale ha certamente condizionato le scelte di formazione operate da De Zerbi: «Magnanelli non potevo metterlo in campo dall'inizio, perchè aveva giocato a Parma e rientrava dopo un mese e mezzo di infortunio muscolare - spiega il tecnico neroverde. Traorè ha avuto un problema intestinale prima della partita del Tardini ed è stato male fino a sabato mattina, perciò non era nelle condizioni ideali. Ho scelto Bourabia perchè contro il Parma aveva giocato pochi minuti ed era pronto fisicamente. Per quanto riguarda Toljan, ha meno strapotere fisico di Muldur, ma è più tattico e lo ritenevo più adatto per limitare un avversario come l'Atalanta che attacca con tanti uomini, oltre al fatto che ha più partite di un certo spessore sulle spalle. Boga ha fatto parecchie buone prestazioni l'anno scorso contro squadre forti e, considerando che Caputo aveva fatto due partite intere in sei giorni, in una turnazione normale, aveva senso far giocare dall’inizio Jeremie. In questa settimana - prosegue De Zerbi - ho schierato sempre solo Berardi, Chiriches, e su di lui avevo un dubbio, e Ferrari, gli altri hanno ruotato più o meno tutti per non rischiare problemi muscolari».
Ora ci sono cinque giorni appena per ricaricare testa e gambe in vista della sfida di Brescia, non un appuntamento qualunque per De Zerbi, che al Rigamonti è di casa, non un appuntamento qualunque per il Sassuolo, chiamato a una rinascita immediata che cancelli dagli occhi di tutti una prestazione troppo brutta per essere vera.—
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