Hamilton bravo e fortunato batte la Ferrari in Russia
Le rosse scattano, Vettel vola via ma resta a piedi. Safety car, pit stop vincente e sorpasso Mercedes, Leclerc finisce terzo
dall'inviato
Stefano Mancini
SOCHI. Fino alla metà esatta del Gran premio di Russia, la Ferrari ha in mano una doppietta che rovescerebbe la Formula 1. Dopo tre vittorie e quattro pole position consecutive, Leclerc e Vettel hanno appena completato i pit stop e devono solo gestire gli imprevisti. Sembra di rivedere Schumacher e Barrichello, screzi compresi, ma è il lampo di un attimo. «Sebastian stop the car». L’ordine arriva via radio. Al contrario dei motori degli anni Duemila, le moderne power unit si rompono senza un filo di fumo: si spengono le lucette dal volante-cruscotto e la macchina smette di funzionare. Al posto del fuoco, c’è la carica elettrostatica prodotta dal sistema ibrido che obbliga il pilota a scendere con un balzo per evitare di rimanere fulminato. La gara di Vettel è finita, quella del suo compagno di squadra è rovinata dalla safety car virtuale, che consente alle Mercedes di cambiare le gomme senza perdere tempo. Quando si riprende, la scena è quella degli ultimi sei anni, con Hamilton in testa e Bottas a proteggerlo. Leclerc ci prova senza mai essere pericoloso, come se d’incanto il cigno rosso sia di nuovo un brutto anatroccolo.
La nona sinfonia
Hamilton festeggia il successo numero 82 della carriera, a meno 9 dalla leggenda Schumacher, e il nono della stagione. «Sono stato bravo nel trovarmi al posto giusto al momento giusto - sostiene -. La fortuna non c’entra: ho spinto per rimanere vicino alle Ferrari e ho ritardato il pit stop nell’attesa di una safety car». Che è arrivata nel momento ideale.
In ritardo di prestazioni, la Mercedes ha vinto con la strategia e con la migliore affidabilità, anche se la Ferrari paga con entrambi i piloti il guasto di una sola monoposto. Mattia Binotto parla di un problema alla parte ibrida (mgu-k) che può essere sostituita con una usata.
La concorrenza
Il guasto non è l’unico problema a Maranello.
La competitività ritrovata ha scatenato la concorrenza interna fra i due piloti. Leclerc, che partiva in pole, si era impegnato a concedere la scia a Vettel al via senza ostacolarlo, a costo di essere superato, come in effetti è avvenuto. Il pilota tedesco avrebbe poi dovuto restituire la posizione, cosa che è successa solo ai pit stop.
Le dichiarazioni nel post gara non chiariscono.
Vettel: «Avevo parlato con Charles prima del via e mi sembrava piuttosto chiaro. Forse mi sono perso qualcosa». Leclerc: «C’era un accordo, non dico altro». Il team principal ammette che «forse avremmo dovuto essere più chiari», ma filosoficamente si gode la situazione: «Avere due piloti che lottano per vincere è un lusso». E dopo anni di pace, la Ferrari può permetterselo. —
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