Tripi: «Oggi troppi bambini non sanno più correre»
Il presidente della onlus Insieme segnala un grave problema che interessa gli adolescenti: «Cibo e poltrona in eccessofanno ingrassare e tolgono fiato»
«Tesoro, mi si sono inchiodati i ragazzi (ai divani)». Il titolo storpiato di una celebre commedia americana degli anni ’80 rischia di diventare un’esclamazione sempre più frequente nelle case dei modenesi. E gli esiti sono meno comici e più drammatici. «Assistiamo bambini che non sanno più correre, fare capriole, arrampicarsi, saltare la siepe», ha spiegato ieri il dottor Ferdinando Tripi. Il medico dello sport è anche il presidente dell’associazione onlus Insieme si può, propulsore della giornata “Abilità in azione”.
Un’azione che troppo spesso manca nei giovani modenesi, «soprattutto nella fascia tra i 13 e i 18 anni». Il medico non ha quantificato il fenomeno in termini numerici. Tuttavia, ha fornito alcuni rischi per la salute: «stancarsi precocemente, ingrassare, aumentare la quantità di grassi nel sangue, avere il respiro corto». Così spetta agli adulti dare una mano per schiodarli dai divani, separarli dai cellulari e far loro riprendere un rapporto quotidiano con l’attività fisica. «Lo sport è un modo piacevolissimo per fare in compagnia quanto è richiesto al nostro fisico», ha aggiunto Tripi. L’associazione ha inserito tra gli sport presenti domenica allo Sport Village anche giochi tradizionali come il tiro alla fune, la corsa nei sacchi e il tiro al barattolo. «Erano tutti giochi che noi anziani sapevamo fare ai nostri tempi – ha ribadito il medico – perché erano i giochi da cortile». Per Tripi è in atto anche «un decadimento delle competenze motorie». Sarebbe in tal senso fondamentale la presenza di un insegnante di educazione fisica (laureato in Scienze motorie) alle scuole elementari. «Purtroppo la scuola è abbastanza impreparata a gestire l’abbandono sportivo», la critica del medico. Dalla riflessione un appello a «un pensiero attivo dei politici su questo percorso». Tripi ha invitato i giovani a considerare i loro corpi come una Ferrari. «Se arrugginisce poi non va più – ha concluso il medico – mentre fare attività fisica consente di mantenere il motore in buone condizioni, così come tutto il resto della carrozzeria». —
G.F.
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