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Bertelli: «Magica la mia Luna Rossa Ma l’America’s Cup perde occasione»

Fabio Pozzo
Bertelli: «Magica la mia Luna Rossa Ma l’America’s Cup perde occasione»

vela: parla il patron del team italiano  

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L’intervista

Fabio Pozzo

La nuova Luna Rossa ha le linee allungate di una megattera. Una balena color nero carbonio zeppa di tecnologia made in Italy (60 le aziende fornitrici). L’ha varata a Cagliari Miuccia Prada, madrina per la nona volta nella storia del team, che s’è pure ferita a una mano con una scheggia di vetro, tanta la foga che ha messo nell’infrangere la bottiglia sulla prua. Il marito, Patrizio Bertelli, ha lanciato la sua sesta sfida all’America’s Cup, che si correrà nel 2021 ad Auckland in Nuova Zelanda. Mai nessuno come lui, dal 1851, s’è incaponito così.

Patron Bertelli, perché Luna nera?

«È il colore del carbonio, la vernice rossa o argento avrebbe aggiunto peso».

Non hai mai nascosto di non essere convinto al 100% di questi monoscafi volanti. Non le piace la nuova Luna Rossa?

«Be’, non è male, anche sotto il profilo estetico. La preferisco alla barca dei neozelandesi, che pure non è brutta, mentre quella degli americani di American Magic sembra un bombolone... Rappresenta, però, anche un’occasione persa».

Che intende?

«Se i neozelandesi, i detentori della Coppa, mi avessero ascoltato, adesso avremmo sicuramente un numero maggiore di team sfidanti (oltre a Luna Rossa, gli inglesi di Ineos e gli americani di American Magic e - in forse - di Stars & Stripes). Sarebbe stato meglio dire addio ai catamarani della passata edizione con una barca meno difficile, un 60 piedi come quelli dell’ex Volvo Ocean Race, sempre con i foil che l’alzano dall’acqua e la fanno volare. Sarebbe costata almeno 20 milioni di euro in meno (65 milioni il budget iniziuale) e sarebbe stata il gradino intermedio da cui salire per costruire una nuova classe di barche. Invece siamo partiti subito aggressivi».

Barche complesse.

«È il sistema elettronico il vero segreto. Quello nascosto nello scafo, che non si vede. Questo il vero motivo che ha tenuto lontano altri potenziali team sfidanti. Troppo difficile partire da zero».

Come parte Luna Rossa?

«Penso che parta allo stesso livello degli altri team, New Zealand incluso». Per fare meglio. Max Sirena, lo skipper, l’ha detto: vogliamo vincere per l’Italia. —

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