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Il Carpi piega la FeralpiSalò e si rilancia all’inseguimento

Fabio Garagnani
Il Carpi piega la FeralpiSalò e si rilancia all’inseguimento

Prova di maturità dei biancorossi, poco spettacolari ma concreti: decide il gol di Carta. L’ex Masitto espulso e fischiato

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Al Carpi basta il minimo indispensabile per superare una Feralpisalò lenta e prevedibile, chiudere i 90’ con la seconda porta inviolata del suo campionato e riagganciare il treno delle inseguitrici del Padova, locomotiva in corsa solitaria che fin qui ha rallentato solo in occasione dell’incrocio con i biancorossi. La squadra di Riolfo interrompe la serie negativa al termine di novanta minuti poco spettacolari in cui ritrova la compattezza smarrita a Piacenza. Dopo il gol di Carta, arrivato nel primo tempo in un contesto di equilibrio, sa soffrire a difesa del risultato e non perde la testa quando c’è da gestire l’assalto finale degli avversari. Maturità ritrovata.

JELENIC C’È

Nel Carpi si rivede Jelenic, di nuovo in campo a una trentina di giorni dall’infortunio. Gioca a fianco di Vano e con Saric alle spalle ricostituisce il terzetto d’attacco vista nelle prime due giornate di campionato. In mediana, Pezzi è preferito a Fofana, mentre Sabotic riprende il suo posto al centro della difesa dopo aver esaurito la squalifica. In casa della Feralpi, mister Stefano Sottili esordisce di fronte al suo passato, nello stesso Cabassi che lo aveva visto protagonista con la promozione in C1 ottenuta nel 2011, seconda consecutiva dell’era Bonacini. Per la prima sceglie Stanco al posto di Caracciolo in attacco.

TAP-IN DI CARTA

La partita si apre con un minuto di silenzio in ricordo di Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo scomparso in settimana. Sul terreno del Cabassi, ancora pessimo nonostante gli sforzi dei giardinieri, le due squadre adottano filosofie differenti: ragionato e paziente il gioco degli ospiti che cercano soprattutto varchi sugli esterni, dove il Carpi concede qualche spazio di troppo, più frenetico e orientato alla verticalizzazione quello dei padroni di casa che pur non riescono ad alzare i ritmi. La partita scorre così sui binari dell’equilibrio, pur con buone occasioni da una parte e dall’altra. Apre un esterno della rete di Legati, leggermente in ritardo sul cross di Contessa, si prosegue con un collo pieno di Saric dall’altezza del dischetto alto sopra la traversa al termine di un’azione confusa in area bresciana. La difesa biancorossa legge bene le trame della Feralpisalò e quando si addormenta ci pensa Nobile, che esce a valanga respingendo la conclusione ravvicinata di Contessa lasciato tutto solo sul secondo palo. Il canovaccio della partita è però di quelli da botta e risposta, e dopo gli ospiti tocca ai padroni di casa, che questa volta non perdono l’occasione: al 32’ Saric sterza in area e mette al centro per Vano, De Lucia respinge in tuffo ma non fa in tempo a rialzarsi per opporsi al successivo tap in ravvicinato di Carta, che segna il suo primo gol in biancorosso. La squadra di Sottili non reagisce se non sul finire, quando protesta per un contatto Sabotic-Stanco in area, ma l’arbitro lascia correre.

IN CONTROLLO

Il secondo tempo è un gioco a scacchi tra le due panchine, ma Sottili non cava un ragno dal buco. Al 17’ piazza Ceccarelli nel tridente offensivo arretrando Scarsella a ridosso della punta centrale, che diventa Caracciolo dopo una manciata di minuti. Di occasioni neanche l’ombra. L’unica emozione è al 38’ quando Masitto, secondo di Sottili, viene espulso per proteste dalla panchina. La curva del Cabassi lo riempie di fischi. Nel frattempo, il Carpi passa al 3-4-2-1 con l’ingresso di Boccaccini e rinforza un muro che i bresciani non riescono mai a scalfire. —





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