Il Milan esonera Giampaolo Problemi per Spalletti, c’è Pioli
Non basta la vittoria con il Genoa, Maldini e Boban decidono per il cambio Il tecnico toscano è la prima scelta, ma il nodo è la buonuscita dall’Inter
Undici allenatori in dieci anni. Praticamente una squadra di calcio, da Leonardo a Massimiliano Allegri fino a Marco Giampaolo, appena sfiduciato per carenza di rendimento. Manca solo il nome dell’undicesimo: il Milan vorrebbe Luciano Spalletti, che ha difficoltà a svincolarsi dall’Inter, e in alternativa ha contattato Stefano Pioli, che, dunque, rappresenta la terza scelta di questo ennesimo anno zero.
A Giampaolo non è bastata la vittoria sul Genoa alla settima giornata di campionato. La dirigenza non gli ha perdonato la mancanza di gioco, gli errori di formazione e l’utilizzo con il contagocce dei giovani acquisti che la proprietà gli chiedeva di valorizzare. L’esonero non è ufficiale, ma la trattativa per trovare un sostituto è in chiaro: la decisione potrebbe essere questione di ore.
Entrambi i candidati hanno un passato nell’Inter. Spalletti, in più, ha ancora due anni di contratto con la società nerazzurra a cinque milioni netti a stagione. Considerato che non intende rinunciare a un euro, i due club devono mettersi d’accordo sul prezzo. Il Milan offre 2,5 milioni. L’Inter così spenderebbe (o risparmierebbe, questione di punti di vista) metà dell’ingaggio.
La trattativa deve per forza sbloccarsi in quanto l’ad Gazidis, dopo aver bocciato le candidature di Claudio Ranieri e Cesare Prandelli, non ritiene nemmeno Pioli all’altezza delle ambizioni.
Undici tecnici in un decennio, dicevamo. Leonardo nel 2009-10 fu un traghettatore del dopo Ancelotti che portò il Milan al terzo posto, allora considerato un piazzamento deludente. Poi cominciò l’epoca di Allegri, ultimo tecnico ad aver resistito quasi quattro anni e ad aver vinto lo scudetto.
Dal 2014 è tutto un alternarsi di sostituzioni temporanee, scommesse perse e progetti interrotti: Tassotti, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, Montella, Gattuso. Fondazioni e rifondazioni, zero presenze in Champions League. L’unico trofeo è la Supercoppa italiana del 2017 firmata da Montella.
Le esclusioni dall’Europa che conta pesano sul bilancio e sulla procedura di infrazione legata al Fairplay finanziario. L’obiettivo del Milan di Giampaolo era il quarto posto. In un campionato livellato verso il basso, questo rimane un traguardo raggiungibile, lontano solo quattro punti.
Nelle ultime settimane la dirigenza rossonera, Boban in testa, ha lanciato ripetuti messaggi alla panchina, mai recepiti. L’ultima formazione sbagliata (e corretta nell’intervallo forse proprio su input dalla tribuna) ha portato al divorzio. Non importa la vittoria: la decisione è maturata nei primi 45 minuti (Maldini nella ripresa ha lasciato lo stadio). Curriculum alla mano, Pioli non garantisce un risultato migliore
La trattativa con Spalletti continua. È nell’interesse del tecnico toscano e dell’Inter arrivare a un punto di incontro, e del Milan quello di non gettare via un’altra stagione. —
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