Bronzo per le fate azzurre ai Mondiali di Stoccarda Una medaglia dopo 69 anni
Le fate azzurre non vogliono smettere di stupire. La qualificazione olimpica non bastava alle ginnaste di Enrico Casella e così, con il pass per Tokyo 2020 già in tasca, ieri ai Mondiali di Stoccarda hanno scritto un pezzo di storia del movimento italiano, tornando sul podio della gara a squadre dopo 69 anni: terze come a Basilea 1950, e con un punteggio da capogiro (164. 796). L’oro è andato per la quinta volta consecutiva agli Usa (172.330) della dominatrice Simone Biles, alla 21esima medaglia assoluta (15 ori), al record femminile (staccata la leggenda Svetlana Khorkina) e sempre più vicina al primato di sempre del sovietico Vitaly Scherbo (23). Seconda la Russia (166.529). Per l’Italia invece è la nona medaglia femminile nella storia dei Mondiali di artistica, la 51esima contando anche quelle maschili.
È una squadra giovanissima quella composta da Giorgia Villa (classe 2003), Elisa Iorio (2003), le gemelle Alice e Asia D’Amato (2003), Desiree Carofiglio (2000) e completata dalla riserva Martina Maggio (2000). Eppure le gambe delle fate azzurre non hanno tremato né quando ci si giocava la prima Olimpiade in carriera, sabato mattina, per di più costrette per sorteggio a gareggiare di primissima mattina, quando i muscoli erano ancora intorpiditi, né ieri quando la posta in palio era addirittura il podio e a contendere il bronzo all’Italia c’era la fortissima Cina, arresasi infine per l’inezia di mezzo punto (164.230).
Stavolta sono state le asiatiche le prime deluse, come era accaduto all’Italia a Stoccarda nei Mondiali 2007, quando c’era anche una giovane Vanessa Ferrari, che nei prossimi mesi andrà a caccia della qualificazione individuale per i Giochi. La dedica delle fate è stata infine per i colleghi della squadra maschile, che hanno mancato il pass olimpico per solo mezzo punto. —
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