Il riscatto di Ivan Pelizzari all’ironman di Barcellona
Con il nuovo record personale diventa il secondo modenese più veloce nel 2019 «Metabolizzare l’amarezza del ritiro di Cervia non è stato facile, ha vinto l’istinto»
Missione compiuta, per Ivan Pelizzari. Due settimane dopo il previsto, diverse migliaia di chilometri più ad ovest del programmato, ma missione compiuta. Doveva essere Cervia, è uscita Barcellona. Poco importa, IronMan doveva essere e così è stato, con tanto di personale sulla distanza.
Ivan Pelizzari, sassolese classe 1977, aveva pianificato da par suo ogni dettaglio, per regalarsi un IronMan in grande stile il 21 settembre a Cervia, nella tappa italiana del circuito. Tutto liscio fino al chilometro 28 dell’ultima frazione, di corsa. Poi una fitta alla schiena, dopo aver già nuotato 3,8 chilometri e pedalato per 180: contrattura lombare, niente da fare, bandiera bianca. La delusione, il ritiro e poi … «Metabolizzata l’amarezza - racconta l’ironman targato 3’30” Triathlon Team - siamo riusciti, con l’aiuto del mio fisioterapista, ad arginare il problema nell’arco di una settimana. Mi sentivo bene, la preparazione era stata accurata ed avevo un conto aperto da saldare. Così, d’istinto, ho preso la decisione di rischiare un nuovo ironman a sole due settimane di distanza. La scelta è ricaduta su Barcellona, l’ultima prova del calendario mondiale 2019, un percorso veloce molto simile a Cervia». Follia ragionata, a conti fatti ampiamente ripagata. Nell’IronMan Spagna, il 6 ottobre, Ivan autografa il proprio personal best sulla distanza, nel sesto ironman della sua carriera: 9 ore, 48 minuti e 50 secondi di cavalcata trionfale, che gli valgono la 321esima posizione maschile (270° escludendo i pro) e 57esimo di categoria, su 3.400 partenti da tutto il mondo. Notevoli i suoi riscontri, 55’17” in acqua, 5h02’15” in sella e 3h43’46” a piedi, che issano la performance di Pelizzari al secondo posto di quelle modenesi 2019 su distanza ironman, alle spalle del solo Filippo Capitani, autore dello strepitoso 9h26’09” di luglio a Klagenfurt, al suo esordio.
«Non potevo essere al 100%, ma la motivazione era altissima. Ne è uscita una ottima frazione a nuoto ed una bici velocissima, a circa 36 km/h di media, per poi completare con una buona corsa finale. Aver centrato il mio personale è una soddisfazione immensa, specie considerando l’infortunio ed i due ironman in 15 giorni». Triatleta dal 2012, Pelizzari vanta un buon passato nel nuoto agonistico. La passione per la triplice lo porta a conseguire negli anni i brevetti da allenatore Fitri, personal trainer e specialista sulla biomeccanica del movimento umano e bike fit. Da qualche anno coordina la preparazione atletica e gli allenamenti del 3’30” Triathlon Team, del quale ha contribuito alla nascita a Sassuolo, accompagnando tanti amatori al triathlon su diverse distanze. —
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