De Zerbi: «Il talento da solo non basta, serve il... sangue» Stellini: «Finale da brivido»
Il tecnico: «Inter grande squadra, dispiace il modo in cui abbiamo preso i gol». Conte, febbricitante, non si presenta in sala stampa
le reazioni
Tre gol segnati non sono bastati al Sassuolo per fare punti contro l'Inter: «Mi dispiace – spiega Roberto De Zerbi - perchè sono molto legato a questi ragazzi ma devono capire che il talento, il potenziale, la corsa, la tattica, la tecnica, non bastano nel calcio e si deve mettere sempre il sangue come abbiamo fatto negli ultimi venti minuti per raggiungere il 4-4, che probabilmente sarebbe stato anche meritato». Non cerca scuse il mister neroverde: «Avevamo delle assenze, ma questa rosa può sopperire anche a questo, e i rigori c'erano tutti e due», ma non è del tutto soddisfatto, nonostante per la prima volta i suoi non si siano arresi fino al fischio finale: «La reazione caratteriale deve essere normale nel calcio, perchè è uno sport di contatto, di duello, di motivazione, di ambizione, di fame, bisogna andare oltre al colletto bianco, ho una squadra di bravissimi ragazzi, ma devono capire che chi va oltre non è una cattiva persona. Venerdì sarà una partita importante, perchè il Verona in questo si distingue da tante altre realtà. La mia è una squadra forte, nei singoli più di quella dell'anno scorso, ma sono due situazioni diverse, perchè nella passata stagione eravamo al completo ad inizio ritiro, quest'estate no, ci vorrà un po' per trovare la quadra, io devo ancora conoscere bene alcuni ragazzi e loro devono conoscersi tra di loro».
Anche ieri sono stati 4 i gol subiti: «Abbiamo faticato nella seconda parte del primo tempo, quando ci siamo allungati e Brozovic portava a spasso un po' troppo Traorè, lasciavamo troppa libertà a De Vrij. Avremmo potuto forzare qualche anticipo in più, perchè è chiaro che se fai prendere palla a Lukaku, che se ce l'hai davanti non sai se giorno o notte fuori perchè ti copre tutto, arriva la giocata del campione. Tripaldelli sul primo gol ha concesso a Lautaro di calciare col suo piede migliore, Berardi è stato costretto dall'avversario a calciare di destro, che è il suo piede “debole”, queste malizie fanno la differenza». Lo stadio ha ricordato Squinzi: «Mi ritengo fortunato per averlo conosciuto e sfortunato per averlo vissuto troppo poco. Con due parole ti faceva capire l'ambizione che aveva, che era smisurata. C'è chi dice che vedesse oltre, ma non diceva mai le cose in maniera presuntuosa, ma in maniera seria, obiettiva. Non era un uomo tipico del calcio, era di un altro livello, per signorilità, intelligenza, finezza, nelle parole e negli sguardi. Ho parlato con lui troppo poco ma il giusto per capire che spessore avesse. Avevi sempre la sensazione che ti dicesse qualcosa di diverso rispetto ad altri. Oggi ci tenevamo a far vivere ai figli e alla nipote una giornata bella. Non so quanti anni starò ancora qua, ma so di avere la fortuna di avere una proprietà di persone perbene ed è difficile nel calcio trovarle».
Con Conte messo ko dalla febbre, tocca al suo vice Cristian Stellini commentare la vittoria dell’Inter: «Nonostante arrivassimo dalla sosta, che a volte toglie qualcosa in avvio, abbiamo fatto settanta minuti importanti contro un avversario ben organizzato e allenato. Per quanto riguarda gli ultimi venti minuti, sappiamo che c'è ancora molta strada da fare. Lavoreremo per evitare questi black out. Sul 4-1 sono venute meno le energie mentali e fisiche e abbiamo sofferto l'intensità del Sassuolo». —
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