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Leo Shoes, un debutto da mille emozioni E Padova non ha scampo

Fabio Rossi

PalaPanini da brividi per il ritorno di Giani e Anderson. I gialloblù dominano la Kioene con una prova di forza impressionante. Zaytsev premiato “Mvp”

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“Noi siamo la Squadra”? No, molto più di questo, “Noi siamo lo squadrone...”! Solo così si può definire questa Leo Shoes che sperava forse di viaggiare per qualche tempo a fari spenti, ma che già al debutto in SuperLega appare forte, fortissima, anzi impressionante.

Padova? Ci prova e ci mette tutto quello che ha, cioè qualità dei singoli, orgoglio di squadra e degli ex (Travica e Ishikawa), ma di fronte a questa Modena, a trazione Usa e completata da gente come Bednorz, Zaytsev, Rossini e Mazzone nulla può, spazzata via dal campo in tre set e 80 minuti effettivi di gioco.

LE EMOZIONI

Mille e più di mille: entri al PalaPanini e ti ritrovi Antoine in versione “ospite d’onore tra i tifosi”, basta e avanza per un primo tuffo al cuore. Tocca ad Andrea Zangani arringare la folla, ora, e lo fa con coraggio e misura, cioè nel modo giusto, perché nessuno può e potrà mai più essere come Antoine. E il Giangio? Eccolo, monumentale a dirigere riscaldamento e ingresso in campo dei suoi: chissà a quanto pulsa il suo cuore, lui che torna finalmente a Modena, anzi a casa sua. Poi ci sono loro gli eroi di oggi: c’è Matt Anderson di nuovo in gialloblù dopo una vita in Russia e ci sono tutti i campioni che, va ricordato, qualche mese fa non sono poi andati così lontani dallo scudetto.

Ultimo, ma non ultimo, seduto in tribuna a completare la collezione di emozioni forti, ecco Luca Cantagalli, reduce da un intervento al cuore, roba da starsene tranquilli in casa, ma Bazooka è Bazooka e allora, lui c’è, in tribuna con la moglie Simona a fianco.

Ci sono tutti, sì proprio tutti e c’è soprattutto un gran PalaPanini con una grande Curva, spettacolo nello spettacolo che dedica uno striscione di buon compleanno alla presidentessa Pedrini Ora qualcuno giustamente chiederà, ok tutto bello, ma come è la Leo Shoes 2019/2020: pazzesca sul piano fisico, con Christenson, quasi 2 metri, a sembrare “piccolo” tra i compagni, Modena è devastante in battuta (7 ace e tanti mezzi punti), solida a muro, 7 alla fine, difficilmente controllabile in attacco, dove chiude col 53% (37 su 70), ma soprattutto con margini di miglioramento sconosciuti. Zaytsev? Riceve più di Anderson (10-5) e lo fa col 70% e senza errori.

LA PARTITA

Sestetti tipo, Modena con diagonali Christenson-Zaytsev, Bednorz-Anderson, Mazzone-Holt, libero Rosssini. Padova replica con Travica-Hernandez, Polo-Volpato, Barnes-Ishikawa, libero Danani La Fuente.

Primo set spezzato sul 2-2 da una serie di Anderson al servizio, la Leo Shoes prende il largo e vola a + 5 (7-2), un vantaggio gestito senza troppi problemi fino al 16-9, quando la Kioene trova in Hernandez il solito Terminator, in attacco e in battuta. Modena non arriva però mai a rischiare (21-17) e chiude 25-21 un set che manda agli archivi con 1 muro (Holt), 2 ace (Anderson e Christenson) e il 3 su 4 di Bednorz in attacco, 50% di squadra.

Il set numero 2 offre almeno qualcosa di simile ad una partita: Padova è più sciolta e Travica le regala inizialmente un cambio palla più fluido. Ospiti anche avanti di 1, con palla del +2 negato da una straordinaria difesa di Rossini. Poi arriva il turno al servizio di Matt “Hammer” Anderson e la frazione prende la direzione prevista con la Leo Shoes sul 18-13. Padova nemmeno se ne accorge e finisce a -6 (14-20). Il 25-19 rientra nei punti antologici dopo scambio da “pluri replay” e autografo di Anderson. Si va al cambio di campo stavolta con 3 muri (Anderson e 2 di Zaytsev) e l’ace dello stesso Zar che scrive 7 su 11 e 64% in attacco nella frazione. Il PalaPanini si esalta e i suoi campioni regalano un terzo set perfetto o quasi: è sempre la battuta a far male a Padova e a scavare subito un solco (9-4) con Christenson e Zaytsev. Sul 14-5 Giani concede la “standing ovation” a Holt, sostituito da Bossi. Poi l’applauso tocca ad Anderson sul 18-10, quando entra Kaliberda. Bossi e Bednorz migliorano la statistica a muro (20-10). Giusto il tempo per regalare sul 21-11 a Pinali, entrato per Zaytsev, l’ace del 24-14. Polo spedisce fuori il servizio del 25-15 per il 3-0 Leo Shoes dando il via alla festa della curva modenese che lancia la sfida sulle note di un “Chi non salta è un perugino...”. Buon volley a tutti direbbe Lorenzo Dallari: sarà così, quest’anno ne vedremo delle belle. —

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