Gazzetta di Modena

Sport

Sette gol e invasione dal cielo: il Sassuolo c’è ma vince l’Inter

Stefano Aravecchia
Sette gol e invasione dal cielo: il Sassuolo c’è ma vince l’Inter

I neroverdi regalano due rigori e s’inchinano a Lautaro e Lukaku. Al 44’ atterraggio di emergenza di un paracadutista

3 MINUTI DI LETTURA







Di tutto, di più. Tra Sassuolo e Inter non sono mai sfide banali. Dopo risse, goleade, harakiri ci mancava l’invasione di campo. Che, giusto per essere originali fino in fondo, è arrivata dal cielo con l’atterraggio di emergenza di un paracadutista mentre Lukaku stava per calciare il rigore del 3-1 al 44’ del primo tempo.

Nel giorno del saluto del Mapei Stadium a Giorgio Squinzi (splendida la coreografia offerta dalla curva neroverde), Sassuolo e Inter hanno dato vita ad un’altalena di emozioni, uno spot del calcio-spettacolo. Nella sfida più sentita dal patron, Magnanelli e compagni hanno forse offerto la miglior prestazione stagionale, sfiorando una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso: sotto 4-1, sono andati a un passo dal 4-4.

Se l’Inter storicamente viene definita squadra pazza, il Sassuolo è un elogio alla follia calcistica. I neroverdi continuano ad incassare gol come se piovesse (16 in 7 partite!), ma da centrocampo in su confermano di possedere potenzialità importanti. Nessuno aveva mai segnato tre gol all’Inter nella gestione Conte, peccato che in fase difensiva il Sassuolo non si sia ancora registrato. Va detto che ieri il pacchetto arretrato era in piena emergenza: Marlon non giocava da oltre un mese, Peluso è un centrale adattato, Tripaldelli era all’esordio in A e Muldur è un esterno ancora acerbo per il campionato italiano. Nonostante ciò, una rete incassata dopo 64 secondi e la differenza fisica e tecnica tra le due squadre, i neroverdi se la sono giocata senza timori, un atteggiamento che sarebbe piaciuto a Squinzi.

Prima della partita il Dottore, scomparso il 2 ottobre, è stato ricordato con un video commemorativo seguito da un lancio palloncini neroverdi e dalla coreografia in curva con gigantografia di Squinzi accompagnata dallo striscione “Uomo di valore. Presidente illuminato. Cuore Neroverde”. Il tutto sotto gli occhi commossi dei figli di Squinzi, Veronica e Marco.

Il Sassuolo ha fatto di tutto per regalare un’impresa a colui che ha plasmato il miracolo neroverde, ma la difesa ballerina continua ad essere un’implacabile zavorra. Detto del gol lampo di Lautaro, la reazione dei neroverdi ha fruttato il pareggio poco dopo il quarto d’ora di Berardi, non a caso il “pupillo” di Squinzi. Quello che sembrava un segno del destino è svanito sul finire del primo tempo per colpa del micidiale uno-due nerazzurro: Lukaku sfrutta il fisico facendo perno su Peluso per il 2-1, poi allo scadere timbra dal dischetto la sua prima doppietta italiana dopo un abbraccio in area di Marlon a Lautaro. Prima dell’esecuzione il fuori programma con un paracadutista che plana sul terreno del Mapei tra l’incredulità generale: subito si pensa a un’esibizionista, in realtà è un atterraggio di emergenza.

A metà ripresa Muldur e Djuricic entrano con vigore su Barella in area, per Giacomelli è ancora rigore (il sesto stagionale fischiato contro il Sassuolo): dal dischetto Lautaro fa doppietta. Sul 4-1 qualcuno inizia ad abbandonare lo stadio mentre l’Inter tira i remi in barca. Errore di valutazione nel quale si tuffa a capofitto il Sassuolo - rinfrancato anche dai cambi di De Zerbi - che prima accorcia con Djuricic (ottimo il suo impatto sul match) e poi fa il 4-3 dopo uno slalom di Boga. L’Inter si regala, recupero compreso, un quarto d’ora intriso di paura e ansia, ma riesce a difendere il vantaggio che la riporta a - 1 dalla Juventus. Conte non gradisce il finale di gara dei suoi, tanto che nel dopopartita manda il suo vice Stellini a parlare con i giornalisti.

Per il Sassuolo una prestazione incoraggiante: perdere con l’Inter ci può stare, ma venerdì a Verona servono assolutamente punti. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google