Tributo alle vecchie glorie in passerella al Cabassi
Gallina: «Fa piacere vedere che io e Jacovone non siamo stati dimenticati» Sarnelli, il capitano ai tempi della D: «Essere ricordato vale più di un gol»
Adolfo Fanconi ce lo immaginiamo ancora lì, in una qualche stanza del Caffè degli Svizzeri del padre Riccardo, nell’attuale Piazza Martiri, mentre passa penna e calamaio all’amico di famiglia dott. Giuseppe Papotti per l’ultima firma che dà il via ufficiale alla storia del calcio cittadino. Son passati 110 anni, e via Marx ha voluto ricordarli tutti in pompa magna, a pochi metri da dove si consumò quel rito iniziale.
Sul terreno dello stadio Cabassi, infatti, sin dal primo pomeriggio è tutto un via vai di ex giocatori e tecnici biancorossi, alcuni dei quali si sono riabbracciati dopo anni. Ha partecipato rumorosa anche la Bertesi-Siligardi, con una coreografia che ha colorato la curva e poi con gli applausi riservati alle vecchie glorie biancorosse che tra un tempo e l’altro sono scese in campo per la passerella.
VECCHIE GLORIE
Erano in tanti, dal capocannoniere Gianfranco Poletto, passando per i protagonisti della promozione del 1974 e del 1989, della scalata degli anni Sessanta, delle annate tra i dilettanti e anche di quest’ultimo periodo d’oro della pedata carpigiana. Tra questi anche Luciano Gallina, gemello del gol di Erasmo Jacovone in un fantastico 1978 che fece sognare il Cabassi e si chiuse con la conquista della C2: « E’ la terza volta che torno a Carpi dai tempi in cui giocavo - ha detto - e mai avevo partecipato a una manifestazione così particolare. Quando si pensa a me si pensa a Jacovone e questo mi fa piacere. All’epoca eravamo gli unici forestieri in una squadra fatta da giocatori locali e alla fine ci trasformammo in carpigiani anche noi, perché eravamo in un gruppo di compagni unico con una società importante».
Più vicino nel tempo Umberto Sarnelli, che ha anche indossato la fascia di capitano quando il Carpi calcava i campi più polverosi della Serie D: «Il Carpi è la società più importante in cui ho giocato - ha detto - e tornare qui mi fa sempre un effetto bellissimo. Se rimane l’affetto dei tifosi dopo tanti anni, vuol dire che ho lasciato qualcosa anche a livello umano. Questo riconoscimento per me vale più di un gol o un assist».
Presente allo stadio Cabassi anche il sindaco Alberto Bellelli: «E’ una bella festa - ha detto il primo cittadino - e una occasione di incontro tra diverse generazioni di giocatori e tifosi che raccontano 110 anni di passione e di storie della città. Credo sia un bel messaggio per il calcio».
FESTA CONTINUA
Applausi per tutti durante i novanta minuti. Anche da parte dei ragazzini delle scuole carpigiani, che occupavano gran parte dei Distinti e hanno spesso contribuito ad aumentare i decibel della curva. Dopo il triplice fischio la festa si è trasferita all’antistadio, tra il Tribhune bar e il Circolo Tennis, alla presenza di una delegazione della squadra, del tecnico Riolfo e del direttore generale Stefanelli.
Incitamenti in abbondanza anche per il prossimo derby col Modena, in calendario giovedì sera. I festeggiamenti per i 110 anni erano iniziati da tempo con i messaggi di tanti ex giocatori pubblicati sui social della società e il confezionamento delle polo celebrative e delle maglie da gioco pensate per l’occasione. Un buon umore favorito anche dalla classifica della squadra che, tornata a ridosso del primo posto, sta facendo tutto quanto possibile per aggiungere una medaglia in più ai 110 anni di storia. —
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