Un sabato di alta classifica Per Ronaldo l’ora del riposo
La Juve a Lecce senza il portoghese: Sarri fa turnover, davanti Higuain-Dybala Conte aspetta il Parma e non nomina mai i rivali: «Badiamo a noi stessi»
Separate da un punto in classifica e da un migliaio di chilometri di distanza, Juve e Inter ripartono nel loro ping-pong tricolore con un occhio al serbatoio (le sfide di Champions hanno prosciugato molte energie) e un altro all’obbligo di battere rispettivamente Lecce e Parma in questo infinito Derby d’Italia per rivalità ed estensione territoriale.
Oggi i bianconeri giocano a Lecce nel primo pomeriggio e i nerazzurri risponderanno da San Siro all’ora dell’aperitivo: poche ore e tanti gradi di differenza che una volta avrebbero scatenato la rabbia di Maurizio Sarri per lo svantaggio di giocare sempre prima della diretta rivale, ma nella rivoluzione bianconera non c’è spazio per gli alibi e così il tecnico toscano abbassa l’antico volume e pensa ad altro. Ovvero come ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, per altro lasciando a casa Ronaldo con quel turnover che sta affinando sempre più a Torino (potrebbe riposare anche De Ligt: Demiral si scalda) . CR7 aveva già saltato la trasferta di Brescia di un mese fa e nell’aria c’era un altro turno di riposo, ma lo scorso anno si fermò per la prima volta in campionato a Bergamo nel boxing day del 26 dicembre (andando comunque in panchina). Cambia la gestione e il super tridente con Dybala e Higuain viene rinviato, però la coperta di Sarri adesso è corta dato che Douglas Costa e Ramsey sono ancora fuori uso. Per questo sono stati convocati i giovani attaccanti Olivieri (classe 1999) e il 21enne nordcoreano Han, mentre l’allenatore rispolvera l’HD argentino più Bernardeschi trequartista, salvo sorprese, per proseguire a passo di tango la sua marcia scudetto.
ASSENZA INDIGESTA
L’assenza di Ronaldo non verrà digerita facilmente dai tifosi che hanno esaurito da tempo lo stadio di Via del Mare, pagando anche prezzi salati. La Juve in Salento mancava da otto stagioni e silenziosamente Antonio Conte, leccese purosangue, spera che la rabbia popolare possa mettere i bastoni tra le ruote della capolista, insieme al gioco offensivo della squadra di Liverani (che però è squalificato) e a quel fattore climatico che ai bianconeri era già costato un brutto 0-0 a Firenze. «La temperatura elevata va a incidere sui ritmi – sottolinea Sarri -, ma il calendario è questo e dobbiamo essere bravi a sopperire alle situazioni». Il tecnico dell’Inter tifa in un passo falso dei rivali per riaprire i giochi dopo aver perso lo scontro diretto, ma pubblicamente dribbla ogni riferimento a questo sfida senza fine con il suo ex mondo.
NESSUNA CITAZIONE
Giovedì Andrea Agnelli l’ha evocato durante l’assemblea degli azionisti («Quanti club nel 2012 sarebbero rimasti sei mesi senza tecnico? ») e ieri Conte ha risposto a suo modo: «Noi dobbiamo essere bravi a guardare noi stessi, non gli altri, ma il fatto di essere molto vicini a chi sta davanti ci deve dare soddisfazione». L’allenatore nerazzurro non cita mai la Juve, definendola la squadra «che ci sta davanti»: le due vittorie batticuore con Sassuolo e Borussia sono la scossa che ha ridato energia ai nerazzurri, ma servono i tre punti casalinghi contro il Parma per dare forza e continuità. Conte è pronto a confermare il duo Lukaku-Martinez, tenendosi la carta del ragazzino terribile per la ripresa. Sebastiano Esposito, 17 anni, sogna il debutto in A dopo aver stregato San Siro mercoledì in Champions. Facce nuove e forze fresche, anche così si può tenere il ritmo di chi viaggia a tempo di record. —
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