Gazzetta di Modena

Sport

la parabola del difensore scuola juve 

Romagna, da “erede” di Barzagli all’anonimato Ma ora scala le gerarchie

P.S.

1 MINUTI DI LETTURA





Non giocava da cinque mesi una partita ufficiale, per lui la vittoria del Bentegodi con l’Hellas Verona ha dunque un gusto particolare. Filippo Romagna, difensore centrale che da ragazzo era stato avvicinato a Barzagli e che sembrava essere il futuro della Juventus, è invece arrivato a Sassuolo e finora era stato superato nelle gerarchie interne da altri atleti finendo in un limbo. Complici però gli infortuni contemporanei di Chiriches e Ferrari, Romagna è stato rilanciato e ha debuttato con la maglia del Sassuolo proprio venerdì scorso. Una partita non facile, ma chiusa bene sia per il successo che per lo zero nella tabella dei gol subiti, merito anche del centrale che ha giocato al fianco di Marlon e, nel finale, anche di Peluso. “Finalmente è arrivato questo bellissimo risultato e perché erano più di cinque mesi che non facevo una partita ufficiale. Avevo tanta, tanta voglia” ha detto a fine gara il centrale marchigiano (nato a Fano, ma calcisticamente prodotto del vivaio del Rimini e poi della Juventus). Una assenza lunga per il centrale che è passato in prestito al Sassuolo, dal Cagliari, proprio a fine mercato. Ora, considerando gli infortuni, Romagna potrà rendersi utilissimo e cercare di scalare le gerarchie. Intanto, come si dice, ‘buona la prima’. —

P.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google