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situazione sfuggita ad Ancelotti  

Napoli, ritiro boicottato De Laurentiis pronto a denunciare i giocatori

dall'inviato
Napoli, ritiro boicottato De Laurentiis pronto a denunciare i giocatori

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Guglielmo Buccheri

napoli. I fatti di Napoli riscrivono la letteratura del pallone, aggiungono un capitolo alla storia del calcio difficile da immaginare. C’è un allenatore riconosciuto come amante del dialogo e, soprattutto, capace di portare dalla sua parte i giocatori, anche i più tignosi: Carlo Ancelotti si trova, improvvisamente, privato di carisma e credibilità davanti a una squadra che decide per l’ammutinamento lasciando vuoti i letti nel ritiro di Castelvolturno.

La squadra mette in scena la sua ribellione a quanto deciso dal presidente e datore di lavoro De Laurentiis con modi poco urbani, quasi irruenti: lo è lo scontro, verbale, fra Allan, uno dei senatori dello spogliatoio, ed Eduardo, figlio del patron e numero due del club quando, finita la fatica di Champions, è il momento di salire sul pullman per il ritiro: «Noi ce ne andiamo a casa», così Allan. Dietro al “noi” c’è il patto siglato dallo spogliatoio ribelle e urlato alla proprietà.

Ancelotti aveva contestato il ritiro per poi finirci dentro con lo staff tecnico. La notte più dura è andata così: giocatori con le famiglie, allenatore con i collaboratori a Castelvolturno, De Laurentiis, furioso, nel suo quartier generale sul lungomare di Napoli. E al risveglio una resa dei conti inevitabile, lo sbocco naturale, mai visto, di un malessere che covava da tempo.

Il Napoli è imploso. E difficile, quasi impossibile, sarà rimettere a posto i cocci di un caos totale. Ancelotti non ha avuto la forza di far ragionare i suoi ragazzi invitandoli a rispettare per una sera la volontà del club prima di un possibile chiarimento del giorno dopo con la richiesta di cancellare la clausura. E, adesso, ad Ancelotti la società ha scelto di lasciare ogni prossima mossa, compresi i tempi di un nuovo ritiro, come a mettere spalle al muro il tecnico: se la stagione precipita il colpevole è lui.

I giocatori aveva apprezzato le parole del tecnico contrarie alla svolta imposta da De Laurentiis, ma non hanno capito perché, poi, si sia fermato a metà strada. Ai giocatori è sempre piaciuta poco una gestione troppo familiare della squadra, con Davide Ancelotti, figlio di Carlo, nel ruolo di vice e con il genero nutrizionista. Cosa accadrà? Anche Benitez, nella primavera 2015, si dissociò dalle notti di riflessione a Castelvolturno decise dal presidente e poi salutò Napoli.

Ancelotti e il club partenopeo, il racconto di un rapporto a scadenza fino a giugno, non oltre. «La società tutelerà i propri diritti economici, patrimoniali, di immagine e disciplinari in ogni competente sede», si legge nella nota che annuncia azioni legali verso i giocatori. Il calcio si era già interrogato dopo l’ammutinamento della Francia al ct Domenech nel Mondiale 2010. Ora lo rifarà. —

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