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La Leo Shoes riparte subito alla grande in SuperLega: travolta Sora al PalaPanini

Fabio Rossi

I gialloblù dimenticano la sconfitta nella finale della Supercoppa Italiana Prestazione ai limiti della perfezione. Rivali battuti in 62 minuti di gioco

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Sora aveva sempre perso, tre partite su tre, compreso l’anticipo con la Lube, Modena, in SuperLega, sempre vinto, due 3-0 nei due match disputati, contro Padova e a Piacenza: al PalaPanini non poteva che finire così, Leo Shoes 3, Globo Banca Popolare del Frusinate 0. Gialloblù mai così belli per dimenticare subito la sconfitta beffarda contro Perugia in Supercoppa: prestazione super, quella di Zaytsev e compagni che nella “Scala del Volley” (4.222 spettatori per un match infrasettimanale sono un gran lusso...) confermano di essere una squadra da scudetto.

LA PARTITA

Giani se la gioca con quella che è ormai da considerare la Leo Shoes tipo della stagione: Christenson alzatore, Zaytsev opposto che riceve, Anderson e Bednorz martelli, Holt e Mazzone centrali, Rossini il libero.

Coach Colucci gli contrappone la diagonale Radke, brasiliano, palleggiatore, Miskevich, bielorusso, opposto, gli italiani Caneschi e Di Martino al centro, Grozdanov, bulgaro, e capitan Joao Rafael Ferreita schiacciatori, Sorgente e Mauti sono i liberi.

Tre ace di Anderson, muro e attacco di Mazzone, errore di Miskevich: Modena subito sull’8-2 a fare corsa di testa. Se poi ci si mette anche lo Zar con due muri su Ferreira è chiaro che il primo set (12-3) può considerarsi archiviato senza che Sora abbia possibilità di replica.

Christenson ha davvero di che sbizzarrirsi nell’esaltare tutti i suoi attaccanti e l’effetto è devastante: 18-8. Sora dall’altra parte della rete pare sotto shock, incapace di reagire, come fosse stata travolta da un tir a tutta velocità: 20-8 Modena che ha sempre nello Zar un ottimo terminale offensivo in contrattacco (22-9). Giani chiama il doppio cambio per regalare un applauso a Salsi e Pinali che entrano e chiudono la pratica, punto del vice Zaytsev 25-10 in 19’. Se non è un record poco ci manca.

Modena va dall’altra parte del campo con numeri da urlo, 3 ace, 2 muri e 11 punti in attacco (69%).

CAMBIO AL CENTRO

È la serata per dare un sorriso a chi gioca meno: c’è Bossi al posto di Mazzone.

Si riparte da ... zero a zero, ma poco cambia. Modena batte come una forsennata, sempre in campo, con Holt, (2-0), Sora sempre o quasi in rete. Leo Shoes da show time con Anderson impressionante in “pipe”: 9-3. Il primo vero segnale di vita Sora lo dà con Caneschi che mura Holt (9-5). Punto del set sul 16-13 quando Zaytsev difende un attacco senza muro di Grozdanov e Anderson punisce gli ospiti (17-13). È una Leo Shoes davvero bellissima e il punto di Christenson (20-13) esalta il Palazzo. Dentro anche Kaliberda per Bednorz, poi Giani, sul 21-14, replica il doppio cambio del primo set: spazio a Salsi e Pinali che freddissimo mette giù la palla del 22-15. C’è ancora il tempo per applaudire una super difesa di Rossini e un super palleggio di Salsi prima che Bossi schianti a terra il 25-18. Ancora un 65% di squadra con 17 punti in attacco per i gialloblù da aggiungere all’ace e ai 2 punti a muro per un clamoroso score di 20 punti fatti nel parziale.

AVANTI TUTTA

Modena 2, Sora 0 dopo 50’, son cose d’altri tempi. Via con il terzo set e Sora lo inizia avanti, 1-0, primo vantaggio della partita per i laziali. È un attimo però perché la Leo Shoes contiene tutto a muro e rigioca in modo implacabile: break di 7-0 per Modena che si ritrova 7-1 e con partita e tre punti ormai in tasca. Ancora staffette in casa gialloblù con Kaliberda che rileva questa volta un super Matt Anderson. In una serata da doppio special (6 ace a 0, 75% in ricezione con 0 errori, 60% in attacco, 4 muri) manca forse un acuto di Bednorz che arriva in battuta: 16-8. Il polacco sul 20-11 lascia poi il posto a Estrada Mazorra (ovazione per lui): il cubano infiamma il PalaPanini con tre punti in attacco e libera tutta la sua gioia quando inchioda a terra il 24-15. Attacco out di Grozdanov e finisce 25-15 con Iannelli in campo al poto di Rossini. —

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