Estrada Mazorra: «Qui solo sensazioni stupende. Giani? Severo come i tecnici a Cuba»
Da perfetto sconosciuto a idolo del PalaPanini, pur senza aver ancora regalato successi o trofei, nel giro di poche settimane. È la favola del giovane cubano, classe 2000, Luis Elian Estrada Mazorra arrivato a Modena in estate e che ha esordito in maglia gialloblù giovedì nell’agevole successo infrasettimanale con Sora. La sua fisicità ed i suoi colpi in attacco non erano passati inosservati già dai primi allenamenti, pertanto l’attesa di vederlo in campo era diventata davvero grande nel pubblico gialloblù che sogna di potersi coltivare in casa un campione degno della storia del paese da cui proviene, ma ovviamente anche della storia di Modena Volley.
«Quando il coach mi ha detto di entrare e ho sentito il pubblico sembrava che fossi un giocatore che tornava in campo dopo dieci anni – ha scherzato ieri Estrada Mazorra ricordando i momenti del suo ingresso in campo –. È stato molto emozionante e sicuramente non mi aspettavo un’accoglienza di questo tipo. Anche quando ho realizzato il primo punto è stato molto bello e mi sono sfogato urlando di gioia».
Comprensibile per lo schiacciatore cubano che la speranza sia quella di poter presto provare emozioni di questo tipo, magari già dalla sfida di oggi: «Ho assolutamente voglia di tornare a giocare perché voglio sentire nuovamente quello che ho sentito quella sera. È stato molto bello vedere come sono stati affettuosi tifosi e staff, ho provato una sensazione stupenda».
Per Estrada Mazorra, però, c’è tanto da lavorare anche se qualcosa già si vede: «Penso che in questi mesi sono cresciuto un po’ in tutto, dalla battuta alla ricezione e anche in attacco. Devo, però, migliorare ancora molto, ma qui mi sembra di essere come a scuola perché ogni giorno è una scoperta nuova che faccio. Ogni volta che qualcuno mi insegna qualcosa di nuovo è davvero importante, tanto il coach quanto i compagni di squadra».
Infine due parole di grande stima verso coach Andrea Giani, che nei giorni scorsi ne ha lodato le doti fisiche e di attacco, ma al tempo stesso ha evidenziato come la strada sia ancora lunga: «È duro coi giovani? A me non sembra tanto duro, forse è un po’ severo ma per me è normale perché anche a Cuba si lavora in questo modo. Loro credono che lavorando così possano arrivare i risultati e se anche lui lo fa è perché realmente le cose stanno così». —
A.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
