Sodinha: «Per il bene del Modena giocherei anche come portiere»
Il brasiliano regista contro il Fano: «Antonio Conte mi provò in quel ruolo a Bari Voglio inventarmi nuovi gol per aiutare la squadra a raggiungere il suo obiettivo»
MODENA. «Per aiutare il Modena sarei pronto a giocare anche in porta».
Felipe Sodinha ha commentato così la sua prima volta assoluta da regista, la nuova veste sfoggiata nel primo tempo del match con il Fano su richiesta del tecnico Mauro Zironelli.
«Mi sono trovato bene - ha aggiunto ai microfoni di Sky, in un collegamento dal Braglia nel corso della trasmissione “Area C” - ma è ovvio che ho dovuto correre di più del solito». Proprio per questo è uscito stremato a metà ripresa, vittima dei crampi dopo una prova in cui alla solita qualità si è unita anche tanta generosità. Il fantasista brasiliano ha svelato che già un altro allenatore, in passato, aveva provato a cucirgli addosso quel ruolo.
Non un allenatore qualsiasi: «A Bari, in serie B, era stato Antonio Conte a farmi giocare da play davanti alla difesa anche se solo in allenamento». Un arretramento della posizione da trequartista a regista non nuova nel mondo del calcio, con il precedente più illustre rappresentato da Pirlo, ma che non sembra destinata ad essere riproposta nell’immediato a Modena. In casa gialloblù c’è infatti un Pezzella pronto al rientro e un grande bisogno della fantasia di Sodinha sulla trequarti, per provare ad illuminare le punte: «A me piace inventare, però l’importante è aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo».
Felipe ha raccontato anche la sua rinascita calcistica e la felicità di aver ritrovato il calcio professionistico in una piazza come Modena: «Dopo aver commesso tanti errori e soprattutto dopo cinque interventi alle ginocchia ho davvero temuto che tutto fosse finito, poi ho trovato un’altra strada molto importante grazie alla nascita di mia figlia. Adesso a Modena sono contentissimo. Quando ho trovato il primo gol contro il Rimini avevo voglia di spaccare la porta per riscattare il rigore sbagliato a Piacenza: segnare al Braglia sotto la curva è stato bellissimo, un’emozione unica». —
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