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Cuore e coraggio non bastano, al Sassuolo restano solo i complimenti

Stefano Aravecchia
Cuore e coraggio non bastano, al Sassuolo restano solo i complimenti

Nonostante le assenze i neroverdi tengono testa a una “big” come la Lazio, ma vengono castigati al 91’ da Caicedo

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REGGIO. Che peccato. Il Sassuolo per la prima volta in stagione tiene testa a una “grande” del campionato, ci gioca alla pari - nella ripresa pure meglio - ma viene castigato al 91’. Il calcio a volte sa essere davvero crudele. Nonostante le assenze i neroverdi hanno disputato una partita come sarebbe piaciuto agli Squinzi, Giorgio e Adriana. Cioè coraggiosa, lottando palla su palla con l’idea fissa di cercare di fare un gol in più degli avversari. La squadra di De Zerbi ha interpretato la parte quasi alla perfezione, sfidando un avversario più forte e qualitativo come la Lazio senza paura o timore reverenziale. Nel primo tempo i neroverdi hanno saputo soffrire, per poi dare il meglio nella ripresa. Come spesso accade a fare la differenza sono stati gli episodi: la papera di Consigli che ha regalato il gol del vantaggio ad Immobile e la situazione che al 91’ ha permesso a Caicedo di girarsi in area per il 2-1. In mezzo c’è stato tanto Sassuolo, grintoso e organizzato, ma poco concreto in zona conclusiva. A parte la rete di Caputo, Strakosha non ha dovuto fare parate. In tal senso le assenze di Berardi e Defrel si sono sentite. Più concreta la Lazio che - soprattutto nel primo tempo - ha chiamato spesso in causa Consigli, bravo a riprendersi dopo il pasticcio dell’1-0. Ma nulla ha potuto sulla girata di Caicedo sui titoli di coda.

PUGNO DI MOSCHE

Ancora una volta, e nella gestione De Zerbi è accaduto spesso, il Sassuolo incassa complimenti ma zero punti. Un destino beffardo che accumuna le squadre propositive, quelle che fanno le partite senza speculare sul risultato. I neroverdi, seguendo un modello indicato dalla famiglia Squinzi, sono così, prendere o lasciare. Altre squadre sull’1-1 si sarebbero chiuse, alzando il fortino per difendere il pareggio. Invece no, il Sassuolo - nonostante il passaggio al 3-5-2 dopo i cambi operati da De Zerbi - ha continuato a giocare tenendo alto il baricentro nella speranza addirittura di vincere. Il che, fosse avvenuto, non sarebbe stato uno scandalo alla luce della prestazione offerta da Magnanelli e compagni nel secondo tempo.

La classifica è triste, lontana da quelle che erano le ambizioni di inizio stagione, ma questo gruppo ha le qualità per risalire la china. Certamente il calendario non dà una mano, infatti il Sassuolo è atteso da un tour de force mica da ridere: Juventus, Cagliari, Milan, Brescia e Napoli. Ci sarà da soffrire, ma adesso basta raccogliere solo complimenti: servono punti per ridare un volto accettabile alla classifica.

PASTICCIO

Nel primo tempo meglio la Lazio del Sassuolo. I neroverdi, troppo timidi nell’approccio, per mezzoretta sono costretti a contenere la verve dei biancocelesti. Protagonista Consigli: in positivo al quarto d’ora quando salva su Luis Alberto, in negativo al 34’ quando si fa passare sotto la pancia un destro di Immobile. I neroverdi reagiscono e all’ultimo assalto prima di andare negli spogliatoi trovano il pareggio con la zampata di Caputo, con un tocco quasi sulla linea di porta dopo la spizzata di Peluso.

BEFFA

Nella ripresa il Sassuolo prende il comando delle operazioni, la Lazio invece cala e fatica a ripartire. Il problema è che il gioco dei neroverdi non trova sbocchi in fase conclusiva: solo una percussione di Toljan all’81’ fa correre un brivido alla difesa ospite. L’1-1 sembra scritto, ma all’ultimo tuffo si materializza la beffa: Luis Alberto trova Caicedo a centro area, l'ecuadoriano si gira sul destro e infila all'angolino un pallone che conferma la Lazio alle spalle di Juventus e Inter. Per i biancocelesti è il quinto successo di fila, per il Sassuolo l’ennesima, cocente, delusione di una stagione che stenta a decollare. —




 

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