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azzurri stasera a liverpool (ore 21) 

Napoli, ora la qualificazione per rimettere insieme i cocci

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Jacopo D’Orsi

liverpool. Soli qui dentro, contro quelli che non lo saranno mai. «You’ll never walk alone». Stasera l’ascolteranno di nuovo, i giocatori del Napoli, e chissà se invidieranno i colleghi del Liverpool campione d’Europa, stracapolista di Premier, macchina quasi perfetta e pazienza per il Pallone d’oro se finirà ancora a Messi.

Il contrario rispetto agli azzurri, dall’abbagliante 2-0 del San Paolo sembrano passati due decenni, non due mesi: non hanno una bella cera, Mertens&C, ma nel tunnel si sono infilati con le proprie gambe. Klopp si stropiccia gli occhi: «Abbiamo letto che sono successe tante cose, ma mi aspetto un Napoli all’altezza. Fossi un loro giocatore farei di tutto per ricompattare il gruppo». Prestazioni insufficienti (5 pari e un ko nelle ultime 6), ammutinamento dopo l’1-1 con il Salisburgo, la vergogna delle rapine subite da Allan e da Zielinski. Un’escalation di autolesionismo da cui nemmeno la società – che intanto tratta Amrabat e Rrahmani del Verona – s’è tirata indietro, il risultato è una squadra ben oltre l’orlo di una crisi di nervi. Scontro totale, le multe stanno arrivando e pure il presidente De Laurentiis, atteso venerdì a Napoli per la resa dei conti.

«Let it be», canterebbe Ancelotti sperando che passi presto ’a nuttata. A parole, ritrovate solo per il vincolo Uefa, l’allenatore ci crede ancora: «Mai pensato alle dimissioni – giura – ho la fiducia di giocatori e società. De Laurentiis mi chiama tutti i giorni, per fortuna non pago le bollette. E Insigne non c’è perché infortunato». Abbraccia Mertens, parla ai suoi sul prato che più inglese non si può, ride e fa ridere: Ancelotti fa l’Ancelotti fino in fondo, comunque vada anche questa notte piena di fascino eppure terribile che potrebbe far suonare l’allarme Reds in caso di disastro. «La squadra è frenata dai risultati, c’è timore, il fatto di non essere all’ultima spiaggia potrebbe liberarci. Serve un colpo magico, la qualificazione». Nella traversata verso gli ottavi, raggiungibili già stasera vincendo o con qualsiasi risultato se il Salisburgo non vince, resta il salvagente Genk. L’allenatore evita l’argomento multe, si concede solo una tiratina d’orecchie al club: «Io, la squadra e la società: tutti sappiamo di dover fare meglio». A cominciare da stasera. —

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