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Tra Turati e Buffon 23 anni di differenza. E alla fine maglia in regalo ai tifosi

Andrea Fratti
Tra Turati e Buffon 23 anni di differenza. E alla fine maglia in regalo ai tifosi

Il portiere del Sassuolo potrebbe essere figlio di Gigi

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TORINO. A volte le coincidenze e i casi della vita finiscono per delineare delle storie di vita che paiono scritte da uno sceneggiatore cinematografico, così può capitare che un ragazzo, che ha appena compiuto 18 anni (il 5 settembre scorso), si ritrovi catapultato in serie A, esordendo contro una delle migliori squadre d’Europa, sfidando alcuni dei più grandi campioni in attività.

A fine partita, a Stefano Turati non sembra vero: le mani gli tremano a reggere i microfoni, incassa i complimenti abbassando lo sguardo e sorride davanti alle telecamere. Se è un sogno, non svegliatelo. «Non so come spiegare tutto questo, sono in un tale vortice di emozioni che non mi sto bene rendendo conto di quello che ho vissuto. Sono molto contento, perché mi sono preso una soddisfazione enorme e sono stato anche fortunato a fare una prestazione del genere».

Tutto è successo in fretta: gli infortuni prima di Pegolo, poi di Consigli, hanno portato la dirigenza a correre ai ripari, aggregando Turati alla prima squadra, affinchè formasse con Russo (altro giovane arrivato in estate dal Genoa) la batteria degli estremi difensori. Lui ha accettato il salto di categoria senza scomporsi troppo, perché, oltre alle qualità innate e al lavoro giornaliero, serve anche un pizzico di incoscienza, tanto che De Zerbi lo ha definito “Un po’ matto”.

«Sabato mattina ho saputo che Consigli aveva qualche problema fisico e alla sera mi hanno detto che avrei giocato io a Torino, quindi è successo tutto in un attimo, poi mi sono trovato in campo e ho provato a fare del mio meglio. Penso che la parata più difficile sia stata quella su Ronaldo, mentre sul tiro di Dybala ho più che altro agito di riflessi. Sul rigore, invece, mi sono un po’ tremate le gambe, non ho capito più niente, ho deciso un angolo, ma ha segnato lo stesso: pazienza!».

Il caso ha voluto che, proprio contro Turati, ci fosse uno dei migliori portieri della storia, quel Gigi Buffon che è modello per la nuova generazione degli estremi difensori. Tra i due ci sono ben 23 anni di differenza, tanto che, quando Turati è nato, Buffon vestiva già di bianconero: «Quando Buffon mi ha salutato prima dell’inizio della partita, non ci credevo; è stato pazzesco voltarmi e vederlo proprio lì, accanto a me! Fino a tre giorni fa lo vedevo in televisione, poi oggi era vicino a me, pronto per iniziare un match di serie A: incredibile». E alla fine Buffon gli ha fatto i complimenti. —


 

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