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Sassuolo, questa volta il 2-2 ha un sapore amarissimo

Stefano Aravecchia
Sassuolo, questa volta il 2-2 ha un sapore amarissimo

Stesso risultato di Torino, ma l’incredibile rimonta subìta dal Cagliari al 90’ brucia. Pesano gli errori di Turati e Berardi

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Difficile commentare una partita così. Che il Sassuolo domina nel primo tempo (segnando due gol), nella ripresa accorcia Joao Pedro, quindi Berardi sbaglia un rigore e all'ultimo minuto arriva il pari di Ragatzu. Che c’è di strano? Che il Sassuolo questa partita l’avrebbe dovuta stravincere, per occasioni e mole di gioco prodotta. Invece con un tiro e mezzo il Cagliari ha fatto due gol, con la complicità del giovane portiere Turati, eroe con la Juve ma che ieri ha pagato dazio all’inesperienza. Ingeneroso gettargli la croce addosso, come a Berardi per l’errore dal dischetto. La realtà è che nel calcio esistono gli episodi e, nel caso dei neroverdi, in questa stagione stanno costando punti su punti. Nell’ultima al Mapei Stadium, Caicedo al 91’ aveva regalato la vittoria alla Lazio, scippando ai neroverdi un pareggio strameritato. Ieri la scena si è ripetuta con la rete al 90’ di Ragatzu.

Al Sassuolo restano l’amarezza per il risultato e tanti complimenti per il gioco. Ma la classifica si fa coi punti e quella dei neroverdi inizia a farsi preoccupante. Il 14° posto a quota 15 (+ 4 sulla zona retrocessione) non rispecchia il valore di una squadra che, giusto per rimanere all’ultimo periodo, ha giocato meglio della Lazio (terza della classe), per un tempo meglio della Juve (la seconda) e dominando il Cagliari, quarto in classifica. Potevano tranquillamente essere 5 punti, ne sono arrivati 2. Peccato, perchè De Zerbi ha trovato la quadratura del cerchio, azzeccando il modulo ideale (4-2-3-1) e i giusti interpreti. In più, a differenza di inizio campionato, la squadra gode di un’ottima condizione fisica che le consente di giocare con intensità, pressare e mettere nel match tanta cattiveria agonistica. Eppure tutto ciò non basta. Perché il Sassuolo non sa chiudere le partite, subendo costantemente delle rimonte. Un vizio da correggere alla svelta per evitare di trovarsi risucchiati nel vortice della bassa classifica dove, a differenza delle ultime stagioni, non ci sono squadre già spacciate.

Scorrendo il film della partita ci si chiede come il Sassuolo possa non averla vinta. Nel 4-2-3-1 De Zerbi schiera Caputo punta unica con il rientrante Berardi, Djuricic e Boga a supporto. I neroverdi ci mettono sei minuti a passare con una grandissima azione di Djuricic che spacca in due la difesa sarda, palla in area per Berardi che col destro non sbaglia. Cagliari frastornato e incapace di reagire, il Sassuolo continua a fare il bello e il cattivo tempo e sul tramonto del tempo raddoppia: Berardi elude Pellegrini e lancia Toljan e destra, assist in mezzo e sinistro perfetto dell’incontenibile Djuricic.

La partita diventa frenetica e nervosa, fioccano i cartellini gialli. Al minuto 51, dal nulla, arriva il gol che riapre una partita che sembrava già chiusa: tiro di Rog murato con la palla che si impenna, Turati esce senza motivo e Joao Pedro di testa lo supera. Il Sassuolo ha il merito di non disunirsi, anzi si procura il match ball con un rigore concesso per un tocco col braccio di Lykogiannis su cross di Toljan. È il primo penalty stagionale concesso al Sassuolo dopo 15 giornate, ma Berardi lo fallisce colpendo la traversa e peggiorando la statistica personale (solo 2 gol negli ultimi 5 tentativi dal dischetto). Il resto al 90’: Joao Pedro tenta un controllo ma la palla sfila a destra dove arriva Ragatzu, in campo da una dozzina di minuti, che insacca col destro sorprendendo l’incerto Turati sul suo palo. Ennesima frittata e tanti saluti a quella vittoria che al Sassuolo manca ormai da un mese. Se il 2-2 di una settimana fa a Torino con la Juventus era stato accolto come una vittoria, sapore ben diverso ha quello di ieri che sa tanto di sconfitta...—





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