Sassuolo femminile. Dal tennis al pallone,Benedetta Orsi più forte del destino. Ora il sogno è realtà
L’altra metà del cielo neroverde si racconta: ecco la seconda puntata con un focus dedicato all’unica sassolese in rosa
SASSUOLO. “C’era una volta” non è un buon inizio per un articolo di giornale, eppure di tanto in tanto la cronaca si avvicina a tal punto ad una storia fiabesca, che verrebbe quasi istintivo ricorrere a una simile formula. E, allora, c’era una volta una ragazzina che giocava a tennis, ma che, per un problema di salute e per una successiva operazione chirurgica, è stata costretta ad abbandonare il suo sport. Fin qui, per essere onesti, la favola non suona molto bene e, anzi, si avvicina tanto a quella realtà così concreta e amara che le favole vogliono far dimenticare. Bisogna però sopportare e avere fiducia nel prosieguo della storia.
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La ragazza, nonostante il momento difficile, non si perde d’animo e continua a fare sport, virando sul calcio e i suoi sforzi vengono ripagati come d’incanto. Basta una partita parrocchiale, una di quelle dove si fatica ad essere in numero sufficiente e in cui al massimo ci sono alcuni parenti ad assistere, e viene notata da alcuni osservatori per poi essere selezionata per un club importante. Nell’arco di una manciata d’anni, la ragazza brucia le tappe del calcio professionistico e, ora, la si ritrova a calcare i campi della massima serie d’Italia, indossando con orgoglio i colori del club del suo paese d’origine.
Forse l’avremo anche un po’ ricamata, ma la storia dell’attaccante del Sassuolo femminile, Benedetta Orsi, aiuta a non arrendersi, alimentando bei sogni. «Ho iniziato a giocare a calcio a tredici anni, visto che prima praticavo tennis, ma sono stata costretta ad abbandonarlo per un problema di salute. Con il calcio ho cominciato in una squadra parrocchiale a Scandiano: sono partita da un campetto in cui giocavamo a sette e al sabato si faceva sempre una gran fatica a raggiungere il numero minimo; ora sono qui al Sassuolo, un grande club di serie A, che ti fa sentire una professionista. Dopo le due stagioni alla Reggiana, sono infatti passata in neroverde e, contando anche il campionato in prestito all’Empoli, questo è il quinto anno che sono a Sassuolo. Per me è un grande onore vestire questi colori e, da unica sassolese in gruppo, sento come rappresentare la propria città sia qualcosa in più: indossare questa maglia al sabato è un’esperienza unica».
Orsi ha trovato nel calcio una nuova possibilità per esprimersi e per vivere lo sport, scoprendo nuove dinamiche: «I miei genitori mi sono stati vicini fin dal principio, ma devo anche ringraziare alcuni mister che ho incontrato nel mio percorso e che mi hanno permesso di diventare quello che sono ora. Sento che il calcio mi ha aiutato ad aprirmi verso le altre persone, perché, trovandomi all’interno di una squadra, mi sono dovuta confrontare con i compagni e stringere rapporti. A una bambina che oggi si avvicina al calcio per la prima volta, quindi, direi di provare, perché ora è uno sport anche per le femmine, è bello e aiuta tanto a vivere le relazioni interpersonali».
Nonostante la giovane età (classe 2000) Orsi ha già esperienze alle spalle, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, grazie alla maglia azzurra: «La Nazionale è un’esperienza molto positiva: ho iniziato con l’Under 16 e sono stata tra le prime che hanno fatto parte di questa nuova categoria sperimentale; poi ho avuto la fortuna di passare in Under 17 e con l’Under 19 ho giocato l’Europeo. Ora c’è l’Under 23 e vedremo cosa salterà fuori da questa avventura».
Non c’è tempo per pensare troppo al passato, la storia di Benedetta Orsi è appena iniziata e le pagine bianche da riempire sono ancora molte: «Spero di fare bene con la maglia neroverde, sia a livello personale, che di squadra. Sarebbe bello migliorare i risultati dello scorso anno, magari anche in termini di posizione in classifica». —
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