Il Milan sbatte su Pegolo Sassuolo fa il guastafeste
Nel giorno dei 120° compleanno rossonero le parate del 38enne portiere, il Var e i legni regalano un punto ai neroverdi
dall'inviato
Stefano Aravecchia
MILANO. Tutto era apparecchiato per la festa dei 120 anni di storia del Milan. Ma, davanti a 58mila tifosi che hanno colorato di rossonero gli spalti, il Sassuolo l’ha rovinata. Trovando diversi alleati: il Var (che nel primo tempo ha annullato un gol a Theo Hernandez), le strepitose parate del 38enne Pegolo e due legni, che nel giro di 4 minuti hanno negato la rete a Leao.
Il Milan (23 tiri di cui 12 nello specchio) ha creato almeno una decina di nitide occasioni da gol e avrebbe meritato di vincere, ma quella messa in campo dal Sassuolo è stata una prova di sostanza. Raramente pericolosi i neroverdi dalle parti di Donnarumma, pur creando situazioni e presupposti per colpire. Ma, una volta arrivati sulla trequarti, è sempre mancata la precisione nell’ultimo passaggio e la scelta giusta al momento del tiro. Alla fine è arrivato un pareggio di prestigio, ma che cambia poco ai fini di una classifica che resta deficitaria rispetto agli obiettivi di inizio stagione.
Mercoledì nel recupero a Brescia, che la classifica dice essere uno scontro salvezza, servirà un’altra prova di sostanza accompagnata da una maggiore concretezza in zona gol. Dopo aver fermato Juventus, Cagliari e Milan adesso serve un colpo da tre per presentarsi nelle migliori condizioni all’ultima dell’anno contro il Napoli.
Super Pegolo
All’Allianz Stadium nel 2-2 contro la Juventus la copertina se l’era presa il 17enne Turati, Ieri, permanendo l’assenza dell’infortunato Consigli, se l’è presa uno che ha più del doppio degli anni di Turati: stiamo parlando del 38enne Pegolo, all’esordio stagionale. Nonostante l’avanzare dell’età tra pali è ancora un gatto, se ne sono accorti gli attaccanti rossoneri che hanno trovato in lui un baluardo insuperabile nel loro tiro al bersaglio. Innumerevoli gli interventi di Pegolo - coi pugni, di piede, col corpo - e quando non ci è arrivato lui ci hanno pensato i pali a fermare i tiri a botta sicura di Leao.
var e berardi decisivi
Il primo tempo finisce con una selva di fischi che accompagna l’uscita dal campo dell’arbitro Manganiello, reo di essersi affidato al Var per annullare (giustamente, mani di Kessie) il gol di Theo Hernandez. Sassuolo intraprendente nel primo quarto d’ora, con un duello da scintille tra Berardi e Theo Hermandez, due dei protagonisti del match. Caputo, Boga e Kyriakopoulos spaventano Donnarumma, ben più seri i rischi corsi dai neroverdi con le occasioni sciupate da Bonaventura, Calhanoglu e, soprattutto, Bennacer che nel finale di tempo si fa incredibilmente intercettare una conclusione da Berardi a porta vuota, gettando alle ortiche un’occasione colossale.
TIRO AL BERSAGLIO
Ad inizio ripresa Milan in bambola, attanagliato dalla tensione di dover vincere a tutti i costi, il Sassuolo è invece più aggressivo ed organizzato ma non morde, sprecando anche un contropiede 4 contro 2. Le incursioni di Boga fanno ammattire Conti e Musacchio, ma l’ivoriano non finalizza, pagando l’egoismo e lo scarso feeling con il gol. Col passare dei minuti il Milan sale prepotentemente di tono e a prendersi la scena è Pegolo che para l’impossibile. Ci provano Piatek (unico acuto di una prova opaca), Paquetà, Calhanoglu e Bonavenura che. Poi i due legni di Leao, traversa e palo.
Dopo tante beffe incassate nei minuti finali, stavolta il Sassuolo riesce a resistere portando a casa un prezioso pareggio. Niente tris di vittorie per un rilancio verso un posto in Europa invece per il Milan di Pioli, che paga una mira scadente. —
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