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Domani Brescia-Sassuolo. Balotelli contro De Zerbi, talenti sbocciati a Mompiano

Stefano Aravecchia
Domani Brescia-Sassuolo. Balotelli contro De Zerbi, talenti sbocciati a Mompiano

L’attaccante del Brescia e l’allenatore del Sassuolo sono calcisticamente nati nello stesso oratorio che si trova a novecento metri dallo stadio Rigamonti

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SASSUOLO Le luci dei riflettori sono pronti ad illuminare Brescia-Sassuolo. I tifosi neroverdi sperano che quella di domani al Rigamonti sia la partita della svolta di Berardi & C. reduci da tre pareggi con Juve, Cagliari e Milan. In realtà, dentro allo scontro salvezza Brescia-Sassuolo, c’è anche un’affascinante sfida nella sfida. O, per meglio dire, il derby “mompianese” per eccellenza. Protagonisti Mario Balotelli e Roberto De Zerbi. Cosa accomuna l’attaccante delle rondinelle e l’allenatore del Sassuolo? Lo stesso accento bresciano con il biancazzurro nel cuore e Mompiano come punto di partenza. Sì, perché tutti e due hanno iniziato a tirare calci nell’Oratorio parrocchiale di Mompiano, che si trova a soli a 900 metri dal Rigamonti. Quello stadio sognato da entrambi sin dalla più tenera età e che domani li vedrà sfidarsi da avversari. Uno in campo a guidare l’attacco del Brescia, l’altro seduto sulla panchina del Sassuolo. Sia per Balotelli che per De Zerbi la storia è partita proprio su quel campo in terra battuta di via Fontana 26 e, passo dopo passo, tra alti e bassi, i due sono arrivati alla consacrazione.

“DEZE”

L’attuale tecnico del Sassuolo, nato nel 1979, dà i suoi primi calci a un pallone nella squadra del suo quartiere, l’Unione Sportiva Oratorio Mompiano. Fin da quando lo si vede calcare quel campo polveroso a due passi dal Rigamonti si capisce che il piccolo Roberto ha il talento per diventare un calciatore professionista. La sua classe da fantasista colpisce gli osservatori del Milan che lo portano in rossonero, nelle cui giovanili rimane fino al 1998, mettendosi in mostra nel campionato Primavera. poi una serie di prestiti, tra alti e bassi, finché De Zerbi riesce a esplodere a Foggia nel 2002 alle dipendenze di Marino. Che segue ad Arezzo e Catania, dove conquista la promozione in A meritandosi il soprannome di “Luce” per la grande visione di gioco. Il quinquennale che gli offre il Napoli lo convince a scendere in B, ma il rapporto con Reja non decolla e De Zerbi nel 2008 corona un piccolo grande sogno: indossare la maglia del Brescia, squadra della sua città e per la quale fa il tifo. Il prestito dura poco: Avellino, ancora Napoli (dove finisce fuori rosa), Cluj in Romania e Trento prima del ritiro a 33 anni per intraprendere la carriera di allenatore.

“BALO”

Anche Mario Balotelli, classe 1990, è partito dall’U.S. Oratorio Mompiano sotto la guida di Giovanni Valenti: gli bastano pochi allenamenti per essere aggregato ai pulcini più grandi iniziando il decollo. Ad accomunarlo a De Zerbi una carriera altalenante e la soddisfazione di indossare la maglia del Brescia. Con la quale SuperMario vuole tornare grande, salvare le rondinelle (rilanciate da Corini con due vittorie di fila contro Spal e Lecce) e soprattutto riconquistare la Nazionale ii vista dell’Europeo 2020.—



 

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