Modena, il tris di Mignani è per la storia
En plein e tre vittorie da subentrato: nei 107 anni del club solo l’ungherese Lelovich nel 1958 fece un’impresa uguale
E bravo Mignani! Arriva, non fa proclami, riconosce meriti anche al suo predecessore (“La squadra aveva una buona preparazione”), ammette pure l’aiuto della Dea Bendata (“Abbiamo avuto anche un po’ di fortuna in queste partite”), applaude la sua squadra, ma le chiede di più (“Possiamo fare meglio di così”). Poi piazza il colpo. Anzi, ne piazza tre di fila. Tanto da conquistare subito il primato di subentrato sprint nella storia del Modena. Primato che per ora deve dividere solo con un altro allenatore. Insomma, il nuovo mister del Modena all’insegna del ‘Veni, vidi, vici’ di Cesariana memoria. Tre vittorie su tre, con 6 gol segnati e uno solo incassato sono un ruolino di marcia tutt’altro che consueto, come la logica suggerisce. Fatte salve le eccezioni dei vari Zamparini, Cellino e altri presidenti che cambiano mister con la frequenza con cui si cambia camicia, l’arrivo di un nuovo allenatore è sempre il segnale di una squadra in difficoltà. Siccome chi subentra non ha la bacchetta magica, che infatti non esiste, al di là della scossa iniziale il nuovo tecnico si trova davanti più o meno gli stessi problemi che sono costati la panchina al suo predecessore. Ecco perché tre vittorie di fila sono piuttosto rare. Come detto, nei 107 anni di storia del Modena solo a un altro allenatore era riuscito questo exploit: nella stagione 1958/’59 l’ungherese Giulio Lelovich sostituì alla decima giornata Campatelli. Infilando subito, alla guida della squadra che aveva l’abbinamento pubblicitario Zenit Modena, tre vittorie consecutive: 1-0 a Prato, 3-0 sul Como in casa e 1-0 a Monza. A conferma che si tratta di una rarità, sta anche il fatto che un filotto iniziale di successi, da subentrato, nella storia gialloblù non è riuscito neppure al condottiero della Longobarda Gianni De Biasi, che partì con una sconfitta, una vittoria e un pareggio. L’ultimo subentrato in ordine di tempo, cioè Alberto Bollini, nella scorsa stagione cominciò con un pareggio (2-2 col Lentigione) e due successi (Oltrepovoghera e Mezzolara). Capuano, sostituto di Pavan, partì con due pareggi, la coppia Pavan-Melotti, sostituti di Novellino, centrarono subito due vittorie (1-0 a Brescia e sul Frosinone), cedendo poi al Bari (0-1) alla terza partita. Due vittorie e un pari per Cristiano Bengodi quando nel 2012 tornò a sedersi sulla panchina gialloblù che aveva dovuto lasciare ad Agatino Cuttone. Persino Luigi Apolloni, in occasione della straordinaria rimonta del 2009, dopo essere subentrato all’esonerato Zoratto, era stato capace di partire così forte. Tre vittorie magari non se le aspettava (ma se le augurava…) neanche Fabrizio Salvatori, che ebbe Mignani come giocatore alla Pistoiese e che lo descrive così: “L’ho seguito fin dall’inizio della sua carriera e già come tecnico della Primavera del Siena faceva giocare bene la sua squadra, cosa che mi colpì subito, come poi con le prime squadre di Olbia e dello stesso Siena. E’ una persona semplice e sincera e questo lo aiuta nella gestione del gruppo, inoltre i suoi allenamenti sono molto concreti. Ai giocatori sa dare concetti chiari, ha le sue idee a livello tattico, come tutti, ma è bravo anche ad adattarle ai calciatori di cui dispone e, se occorre, agli avversari di turno.
Le tre vittorie consecutive sono molto importanti, una grande iniezione di fiducia di cui tutto l’ambiente aveva bisogno”. —
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