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L’aggancio di Buffon Raggiunge Maldini e punta al sorpasso

Gianluca Oddenino

Nell’anticipo di stasera contro la Samp il record di presenze La Juventus prova a salire a +3 sull’Inter. Poi la Supercoppa

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Ci sono voluti 8.795 giorni, una retrocessione in Serie B, un’infinita serie di scudetti e un ritorno a casa che nessuno poteva pronosticare, ma alla fine Gigi Buffon ha chiuso il cerchio più grande e incredibile della sua straordinaria carriera. Stasera a Genova, nell’anticipo di campionato contro la Sampdoria, l’eterno fanciullo della porta juventina eguaglierà il record delle 647 presenze in Serie A che Paolo Maldini stampò dieci anni fa dopo aver giocato 25 stagioni consecutive nel Milan. Un numero di partite impressionante, un’autentica vita calcistica che per Buffon era iniziata a Parma – nel pomeriggio del 19 novembre 1995 – proprio contro i rossoneri dal leggendario terzino sinistro. Un battesimo del fuoco che continua a portare fortuna a Super Gigi: lui non ha mai inseguito i primati, ma li ha conquistati tutti (dal numero di scudetti ai minuti di imbattibilità) e ora si gode qualcosa di ancor più raro e difficile da raggiungere. Ci vuole costanza, passione, testa e un gran bel fisico per scalare un vero e proprio Everest dello sport: il ruolo di portiere aiuta certamente, infatti tra i primi dieci ci sono anche Pagliuca (592 presenze), Zoff (570) e Albertosi (532), però di suo ci ha messo la caparbietà per scrivere un’altra pagina di storia.

Difficile capire quali limiti possa avere Buffon, visto che a quasi 42 anni si è rimesso in gioco nella Juve dopo l’esperienza agrodolce in Francia per conquistare il decimo scudetto. Il sogno, però, resta sempre la Champions, sfiorata in tre finali con il tormento di quella persa ai rigori contro il Milan di Paolo Maldini nel 2003 a Manchester, anche se ora c’è un altro trofeo nel mirino: la Supercoppa italiana che lui ha già vinto sei volte. Domenica a Riad, contro la Lazio, potrebbe toccare a lui difendere i pali della Juve visto che l’infortunio al pettorale di Szczesny è un’incognita. Buffon aspetta e intanto giocherà la terza partita in una settimana, dopo le belle prove di domenica con l’Udinese e di mercoledì in Champions, provando ad aiutare la Juve ad allungare in vetta sull’Inter oltre che a regalare la centesima vittoria a Sarri nel massimo campionato. Perché i record non viaggiano mai da soli.

Buffon vive di emozioni e sembra non sentire l’usura del tempo. È già il terzo giocatore più vecchio di sempre della Serie A con 41 anni e 324 giorni: ha superato da poco Alberto Fontana (41 anni e 297 giorni) e nel mirino ci sono altri due colleghi come Francesco Antonioli (42 anni e 235 giorni) e Marco Ballotta (44 anni e 38 giorni), mentre Maldini si fermò a 40 anni e 339 giorni. Roba da immortali, ma il segreto l’ha svelato recentemente ai ragazzini delle giovanili bianconere. «Se oggi mi trovo qui è in virtù di quella scelta fatta nel 2006 – ha detto Buffon -, quando rimasi alla Juve e stavo rinunciando a molto: avevo 28 anni e avevo vinto il Mondiale. Se avessi preso un’altra decisione sarebbero cambiate molte cose, però in quel momento avevo la certezza che comportandomi bene la vita mi avrebbe restituito tutto». L’ha fatto, con gli interessi. —



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