Rabiu: «La mia forza è l’affetto dei tifosi Il Modena è il massimo»
Il centrocampista nigeriano rilanciato da mister Mignani «Felice di aver giocato, con lui è cambiata la mentalità»
In mezzo al campo ringhia come un leone, fuori invece è un ragazzo genuino che con il sorriso prova a vincere la timidezza. Alla semplicità dei suoi 19 anni, però, Riliwan Rabiu abbina una grande forza interiore, quella che lo ha portato ad inseguire il sogno diventare calciatore e realizzarlo a Modena. Non si può non volergli bene e non a caso è entrato subito nel cuore dei tifosi del Modena, che lo hanno adottato come loro beniamino. Come “Mario”, il nome italiano con cui è stato ribattezzato non appena è sbarcato all’ombra della Ghirlandina. È passato poco più di un anno dal suo arrivo dalla Nigeria, un viaggio questa volta di sola andata verso l’Italia dopo la toccata e fuga per l’impossibilità di essere tesserato fino alla maggiore età. Oggi Mario è un ragazzo sempre più maturo, che ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista in serie D e ora si sente di nuovo protagonista in gialloblù nel suo primo campionato professionistico. «Sono felice - ha raccontato - perché è arrivato il mio momento, quello che aspettavo. Ho cercato di allenarmi ogni giorno al massimo, per essere pronto quando sarebbe arrivata la possibilità di giocare. Tra i professionisti c’è più intensità e fisicità, ma serve tanto anche la testa: bisogna cercare di restare sempre tranquilli, ragionare e non rischiare le giocate. Me lo ha detto mister Mignani prima della gara con il Ravenna e i suoi consigli sono stati preziosi come quelli dei miei compagni, ma anche di mister Zironelli». Rabiu, in campo in tutte le tre gare vinte dal nuovo tecnico, prima del cambio in panchina aveva raccolto due presenze nell’1-1 con la Fermana e nel derby vinto a Carpi: «Non so se sono un talismano - ha risposto ridendo - ma ciò che importa è che il Modena continui a vincere. Non guardo gli avversari, per me noi siamo i più forti e possiamo arrivare ai playoff. Cos’è cambiato con Mignani? La mentalità, ora c’è più convinzione e voglia di vincere». La famiglia gialloblù lo ha fatto sentire meno lontano dalla sua Nigeria: «Ai tifosi dico grazie, perché mi danno la forza che da solo non avrei. Dovrò aspettare la prossima estate prima di rivedere la mia famiglia, ma ci sentiamo quasi ogni giorno. E a Modena mi sento a casa». —
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