De Zerbi, dolce ritorno a casa: il suo Sassuolo sbanca Brescia
I neroverdi colpiscono con un gol per tempo. Applausi del pubblico del Rigamonti per il tecnico che si commuove
dall'inviato
BRESCIA. Missione compiuta. Il Sassuolo fa suo lo scontro salvezza al Rigamonti nel recupero della settima giornata che fu rinviata per la scomparsa del patron Squinzi, e ridà ossigeno alla classifica. I neroverdi, che non vincevano dall’8 novembre, dopo i tre pareggi contro Juve, Cagliari e Milan hanno intascato tre punti pesantissimi contro un coriaceo Brescia, reduce da due vittorie consecutive. Le rondinelle hanno dovuto abbassare le ali di fronte a un Sassuolo micidiale, capace di colpire con un gol per tempo, di Traoré e Caputo: in mezzo anche po’ di sana sofferenza, in una gara dall’elevato tasso agonistico che ha dimostrato come questo Sassuolo, oltre a giocarsela senza paura, possiede un grande carattere. E per una volta quel cinismo che spesso è mancato agli uomini di De Zerbi, ieri si è rivelato l’arma vincente. Tre punti che rappresentano un giusto premio che fa bene al morale e alla classifica: i neroverdi agganciano a quota 19 Bologna e Verona e portano a 6 i punti di vantaggio sulla zona retrocessione.
Berardi illumina
De Zerbi, per la sfida col “suo” Brescia, conferma il 4-2-3-1 ma fa po’ di turnover: dietro giocano Romagna e Rogerio, davanti alla difesa Obiang è preferito a Magnanelli, mentre Traoré giostra alle spalle di Caputo assieme a Berardi e Boga. Nel primo tempo, nonostante buoni ritmi e tanto agonismo, nel primo quarto di gara emozioni col contagocce. Il Sassuolo ha un approccio incoraggiante al match, ma come spesso gli accade manca di incisività negli ultimi trenta metri. Il Brescia ci mette tanta foga, raramente illuminato dai lampi di Balotelli. All’improvviso il Sassuolo mette il naso avanti alla prima vera occasione. L’equilibrio si rompe quando Berardi ha la grande idea di mettere Traorè a tu per tu con Alfonso, l’ivoriano ne approfitta insaccando sul primo palo con la complicità del portiere bresciano. Per Berardi assist numero 40 in serie A, da quando ha esordito nel massimo campionato solo Insigne (49) tra i giocatori italiani ne ha serviti più di lui.
Il gol ha il merito di stappare la partita. I padroni di casa alzano il baricentro, di conseguenza il Sassuolo ha più spazi per organizzare le sue ripartenze. Ma il finale di tempo è tutto di marca Brescia: prima Pegolo è bravo a sventare un colpo di testa di Torregrossa, poi l’arbitro annulla il pareggio a Balotelli per fuorigioco.
Il morso di Caputo
Ad inizio ripresa il Sassuolo prova ad impossessarsi dei ritmi di gioco, il Brescia ha un impatto migliore e inizia a collezionare occasioni. Di testa Cistana e Balotelli mancano il bersaglio di testa per una questione di centimetri, su quello di Torregrossa ci pensa Pegolo. Il Brescia spinge furiosamente, pressa altissimo, il Sassuolo in apnea fatica ad uscire dalla propria trequarti ed è costretto a difendersi in trincea. Atteggiamento che non appartiene agli uomini di De Zerbi, ma tant’è. Non sempre si può, o riesce, a fare la partita. I neroverdi pian piano si adattano al clima di battaglia cercando, col possesso di palla, di spegnere gli ardori dei padroni di casa. Nel momento più difficile ecco spuntare, come un coniglio dal cilindro, la giocata di Caputo, fino ad allora mai pericoloso: cross di Rogerio, stop in area e girata del Ciccio neroverde che infila l’incerto Alfonso sul suo palo.
Le rondinelle accusano il colpo, creano un’altra occasione (Romulo e Bisoli in sequenza calciano addosso a Pegolo in uscita) prima che Balotelli lasci il campo per l’ex neroverde Matri. De Zerbi gestisce il finale con alcuni cambi che contribuiscono a spegnere le ultime velleità del Brescia. Sono proprio per il tecnico neroverdi gli applausi finali del Rigamonti, che lo fanno commuovere quasi alle lacrime. —
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