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Inter, poker e aggancio in vetta Il Genoa si dissolve a San Siro

Roberto Condio
Inter, poker e aggancio in vetta Il Genoa si dissolve a San Siro

Lukaku lascia calciare il rigore al 17enne Esposito all’esordio da titolare Thiago Motta è arrivato al capolinea: Diego Lopez in pole per rimpiazzarlo

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Tra il Natale in arrivo e il compleanno del presidente (ieri Steven Zhang ne ha fatti 28), era prevedibile una partita zeppa di regali. L’Inter, con la complicità del Genoa, ha persino esagerato: va in vacanza sulla spinta di un sereno 4-0, in testa (con la Juve) come non le capitava dal 2015, con i ritrovati Gagliardini e Sensi, con la favola di Sebastiano Esposito, 17 anni, in rete alla prima da titolare.

È stato lui a scartare il pacco più bello: glielo ha confezionato «Babbo» Lukaku che, tra i suoi due gol e cedendo alle invocazioni dell’intero stadio, ha lasciato calciare il rigore del 3-0 al ragazzino campano che, dopo una notte insonne per l’ansia del debutto dal 1’, ha chiuso in lacrime, abbracciato a mammà. Impossibile pretendere di più per l’Inter reduce dall’uscita in Champions, da due pari in campionato e in continua emergenza. Conte ha evitato il record di assenti recuperando Candreva e Gagliardini, ma la prima senza Brozovic (e la mancanza di Martinez al fianco di Lukaku) poteva pesare.

In effetti, nei primi 30’ i nerazzurri non hanno attaccato per vie basse e centrali, cercando le fasce per i cross di Candreva e Biraghi. Poi, i primi regali li ha fatti il Genoa con l’uno-due che ha chiuso una partita mai davvero aperta. Cassata al 31’ ha consegnato il pallone a Lukaku, poi bravo a smarcarsi per insaccare il dolce cross di Candreva. E al 33’ la dormita sulla rimessa di Biraghi e sullo scarico del belga per Gagliardini ha portato al 2-0. Esposito dal dischetto e di nuovo Lukaku, con un’azione simile a quella già vincente a Brescia, hanno completato nella ripresa la disfatta di una squadra che negli ultimi tre incroci con l’Inter ha subìto un mostruoso 0-13. Penultimo, con 3 pari negli ultimi 8 turni e una squadra molle e modesta, Thiago Motta è arrivato al capolinea: Diego Lopez in pole per rimpiazzarlo. Conte, invece, festeggia un altro Natale da leader. Il 5º su 6 tra Juve, Chelsea e Inter. Aver tenuto il passo bianconero nonostante i guai degli ultimi due mesi è il suo nuovo capolavoro. «Ora riposiamo fino a domenica prossima. Posso solo essere stracontento: non dovevamo certo aspettare questa partita per dire che la squadra è cresciuta in tutto e che le difficoltà hanno responsabilizzato e coinvolto di più ciascuno. Perciò, ora non mi sento di scrivere letterine per il mercato: mancherei di rispetto a un gruppo straordinario che mi sta dando tutto».

Sui rinforzi. Marotta frena: «A gennaio proveremo a cogliere le occasioni, a mio avviso poche, che si presenteranno». Lo farà senz’altro. —



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