San Paolo, dove il calcio femminile è di casa «Siamo in crescita, abbiamo cento tesserate»
È la realtà dilettantistica più importante del Modenese. Il responsabile Martelli: «Tre squadre di giovani e una in serie C»
È vero che l’Italia ha scoperto il calcio femminile soltanto l’estate scorsa quando Bonansea, Girelli e le altre compagne della nazionale azzurre hanno gridato al mondo del pallone: “Ci siamo anche noi”. E lo hanno fatto a suon di gol e risultati nel campionato Mondiale francese.
Ma a Modena c’è una società che da 15 anni offre l’opportunità a tante bambine e ragazzine di giocare a calcio. Era la stagione 2005/06 quando il San Paolo organizzò la prima squadra di calcio femminile, una tradizione che si è rafforzata nel tempo e che ha portato le “sanpaoline” a toccare quota cento quest’anno.
«Cresce il movimento del calcio femminile in Italia - spiega il responsabile Franco Martelli - È il riscontro avuto dalla grande visibilità della partecipazione dell’Italia al recente Mondiale di Francia. Ed è in costante crescita il numero delle tesserate per il San Paolo anche grazie alla preziosa collaborazione portata avanti con il Modena e la Kerakoll. Nella stagione in corso sono quasi un centinaio le bambine e ragazze tesserate che partecipano ai campionati Figc nella categorie Under 12, Giovanissime Under 15, Allieve Under 17 e prima squadra in Serie C Nazionale».
Come sempre la politica del San Paolo in campo giovanile è chiara: «I risultati sportivi sono importanti e gratificano tutto l’ambiente - specifica Martelli - ma l’obiettivo principale e quello di aiutare le ragazze a crescere felici e con dei valori. La passione degli allenatori che seguono i diversi gruppi è encomiabile; fra le ragazze, grandi e piccole, si è creato un bel legame e la passione le porta ad allenarsi con costanza e grande voglia di apprendere».
Martelli usa non a caso la parola costanza, perché l’impegno non è da prendere alla leggera. Le bambine iniziano con i maschi e giocano con loro fino a 10/11 anni. E trovare avversari non è difficile. Ma dopo sì. Sono pochissime le società che offrono l’opportunità alle ragazzine di giocare.
«Abbiamo calciatrici - racconta Iller Alberti, dirigente del San Paolo - che arrivano dalla provincia, una addirittura da Fanano».
E anche per trovare avversarie si deve viaggiare per tutta la regione, altrimenti sarebbe impossibile disputare un campionato.
Per le “grandi”, poi, l’impegno è ancora più gravoso: le ragazze della serie C hanno un girone che va da Bolzano ad Oristano. E proprio ieri le ragazze sarde sono arrivate a Modena per giocare, ma la partita è stata rinviata. Un viaggio che per le società costa svariate centinaia di euro. È uno sforzo economico importante, ma che il San Paolo sostiene molto volentieri per garantire l’attività alle sue tesserate. D’altronde il calcio in rosa è ormai una tradizione sanpaolina. —
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