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Dopo l’ennesima beffa l’ad Carnevali striglia il Sassuolo «Siamo dei polli»

Stefano Aravecchia
Dopo l’ennesima beffa l’ad Carnevali striglia il Sassuolo «Siamo dei polli»

«Va bene il bel gioco, ma la società vuole anche risultati Il duro sfogo finale di De Zerbi? Dettato dall’amarezza»

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SASSUOLO Le parole nel dopopartita di mister De Zerbi, che se l’è presa un po’ con tutti dopo la beffarda sconfitta col Napoli, hanno lasciato il segno. Ma il giorno dopo l’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha gettato acqua sul fuoco: «Penso sia stato uno sfogo dettato dall’amarezza. Come a tutti, anche a lui sono girate le scatole per aver perso così». Sfogo che potrebbe lasciare degli strascichi? «Non credo. Stamattina (ieri, ndr) ci siamo parlati analizzando assieme le problematiche che hanno causato questa sconfitta».

E quali sono a suo avviso le problematiche?

«Sicuramente siamo una squadra abbastanza giovane che in certi momenti ha dei timori e delle fragilità. Poi c’è un discorso caratteriale senza sottovalutare l’aspetto fisico, ovvero la stanchezza che nel secondo tempo ci ha penalizzato. A livello di corsa e intensità la squadra nei primi 45 minuti ha speso tantissimo, il problema è che non abbiamo concretizzato. In certi momenti devi determinare, mentre qualche giocatore paga un po’ di paura. Chiamiamola così».

Ci sta tutto, ma quella col Napoli è l’ennesima beffa subita nei minuti finali.

«Vero. Siamo stati dei polli, perchè la sconfitta è tutta colpa nostra. Il Napoli - pur essendo superiore al Sassuolo - non ha mostrato nulla di che, purtroppo gli episodi determinano risultati e giudizi. Se avessimo vinto si sarebbe parlato di un Sassuolo straordinario, invece siamo qui a rimpiangere altri punti buttati via. In campo ci vanno i giocatori e quando si può bisogna fare gol: se non lo fai diventa un problema. Anche in difesa servirebbe più attenzione».

Come si può invertire la rotta una volta per tutte?

«Bisogna crescere, fare quel salto di qualità che ancora non ci è riuscito. L’unica ricetta è lavorare cercando di capire quali errori abbiamo commesso, sotto tutti gli aspetti. Tutti possiamo sbagliare, l’importante è correggere gli errori e soprattutto evitare di ripeterli».

Coniugare bel gioco e risultati: facile a dirsi, meno a farsi.

«Come società chiediamo di giocare in un certo modo, fa parte della nostra filosofia. Ma vogliamo anche dei risultati, che ci interessano eccome. Per ottenerli serve un giusto mix: produrre bel calcio è motivo di soddisfazione, vincere come ha fatto con noi il Napoli non ci piace. Giocare bene però non basta, servono più concretezza e punti. Come il mister siamo stanchi di ricevere complimenti, ma restare con nulla in mano come domenica sera».

A gennaio interverrete sul mercato?

«La società ha allestito una rosa importante e di qualità. Abbiamo tanti infortunati che presto recupereremo, non penso ci sia bisogno di tornare sul mercato. Ovvio che se il mister ritiene ci siano da fare interventi siamo pronti a concordarli assieme. Se c’è una necessità la società è presente».

Quindi nessun movimento anche in uscita?

«Abbiamo fatto investimenti economici importanti, i nostri gioielli restano qui».

Un bilancio di queste prime diciassette gare?

«Siamo undicesimi, c’è spazio e tempo per risalire la classifica anche se rimane l’amarezza per i tanti punti buttati via per colpa nostra».

Resta fiducioso?

«Sì, non è il caso di fare drammi o disfattismo. Giochiamo un buon calcio e alla fine sono convinto che troveremo un equilibrio nei risultati».

Ieri mattina l’ultimo allenamento prima del “rompete le righe”: la ripresa è fissata per domenica pomeriggio.—




 

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